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Timothée Chalamet infiamma New York: Marty Supreme è già il film di cui tutti parlano

Presentato a sorpresa al New York Film Festival, il nuovo lavoro di Josh Safdie conquista la critica e fa nascere un clamoroso “Oscar buzz” attorno al suo protagonista.

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ROMA – Timothée Chalamet torna a far parlare di sé per una performance che, a detta di molti, segna una nuova vetta della sua carriera. Marty Supreme, diretto da Josh Safdie e prodotto da A24, è stato presentato a sorpresa al New York Film Festival e in poche ore è diventato l’evento più discusso della rassegna.

Ambientato nel mondo del ping-pong competitivo, il film mescola adrenalina, ritmo e introspezione. Safdie costruisce un racconto visivamente ipnotico e nervoso, dove l’ossessione sportiva diventa il riflesso di una ricerca più profonda: quella dell’identità e del controllo. Chalamet, al centro di tutto, si muove tra fragilità e furia, restituendo un personaggio contraddittorio e affascinante.

Le prime reazioni della critica americana parlano chiaro: Marty Supreme non è solo un ritorno potente per i fratelli Safdie nel cinema più autoriale, ma anche il film che potrebbe riportare Chalamet nella corsa agli Oscar. Il suo ruolo, fisico e psicologico insieme, sembra racchiudere tutto ciò che lo ha reso una delle star più magnetiche della sua generazione — e forse anche qualcosa di più. Con la sua energia sporca, il montaggio febbrile e un’estetica che alterna caos e tenerezza, Marty Supreme conferma quanto il cinema dei Safdie riesca ancora a sorprendere. E se le prime reazioni sono un indizio, la corsa alle statuette potrebbe essere già iniziata.

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