ROMA – Non è solo comicità. È uno sguardo sul mondo, filtrato attraverso l’ironia. Questa sera sul Nove arriva Il giaguaro mi guarda storto, lo spettacolo di Teresa Mannino che segna il suo ritorno in televisione con un progetto nato e cresciuto sul palco. Dopo aver riempito i teatri italiani con centinaia di repliche, lo show approda sul piccolo schermo in prima serata, mantenendo intatto il suo spirito originario: quello di un racconto diretto, personale, costruito sul rapporto con il pubblico.
Uno spettacolo tra ironia e riflessione
Scritto dalla stessa Mannino insieme a Giovanna Donini, con la collaborazione di Maria Nadotti, lo spettacolo si muove tra monologo teatrale e racconto autobiografico, alternando momenti comici a riflessioni più profonde. Al centro ci sono i desideri, quelli che spesso non sappiamo nemmeno di avere, ma che guidano le nostre scelte. È proprio da qui che parte il titolo: il “giaguaro” diventa una metafora del potere, delle paure e di ciò che osserviamo — o che ci osserva — nel nostro quotidiano. Mannino costruisce il suo racconto partendo dalle relazioni personali per allargarsi poi a uno sguardo più ampio sulla società, mantenendo sempre quel tono leggero ma mai superficiale che la contraddistingue.
Dal teatro alla televisione
La versione televisiva dello spettacolo nasce da una registrazione del tour teatrale, adattata per il linguaggio televisivo senza snaturarne l’essenza. L’obiettivo è quello di portare sullo schermo un’esperienza tipicamente dal vivo, fatta di ritmo, improvvisazione e contatto diretto con il pubblico. Una sfida non semplice, ma coerente con il percorso dell’artista, che negli anni ha costruito la sua carriera proprio sul dialogo tra teatro e televisione.
Teresa Mannino, tra palco e TV
Volto amatissimo della comicità italiana, Teresa Mannino è diventata popolare grazie a programmi come Zelig, per poi consolidare il suo percorso con spettacoli teatrali di grande successo e una presenza sempre più riconoscibile nel panorama televisivo. Con Il giaguaro mi guarda storto, conferma il suo stile: un mix di ironia tagliente, osservazione lucida e capacità di trasformare il quotidiano in racconto.
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