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Stasera in TV: Un padre, Kevin Hart sorprende su Rai 1

Dal sorriso al dolore: Un padre di Paul Weitz racconta la storia vera di un uomo che deve imparare a essere padre da solo

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ROMA – Ci sono storie che non hanno bisogno di effetti speciali per colpire. Basta una perdita, improvvisa e definitiva, e tutto cambia. Un padre — in onda stasera su Rai 1 — parte esattamente da lì: da un momento che spezza la vita in due e costringe a ricominciare senza avere il tempo di capire come. Diretto da Paul Weitz, il film del 2021 (titolo originale Fatherhood) è ispirato a una storia vera e segna una svolta nella carriera di Kevin Hart, qui lontano dalla sua immagine comica più riconoscibile. Al suo posto, un ruolo più trattenuto, più fragile, costruito sulla sottrazione.

La storia: diventare padre nel momento peggiore

Il protagonista è Matt, un uomo che si ritrova vedovo subito dopo la nascita della figlia. La moglie muore improvvisamente a causa di complicazioni mediche, lasciandolo solo ad affrontare qualcosa per cui non si sente pronto: crescere una bambina. Non c’è tempo per elaborare il lutto, non c’è manuale che possa aiutare. Matt deve imparare tutto da zero: dalle notti insonni alle paure più profonde, passando per il giudizio degli altri e per quella sensazione costante di non essere all’altezza. Accanto a lui, una rete di affetti — amici, parenti, la suocera — che prova a sostenerlo, ma senza mai sostituirsi davvero alla sua responsabilità. Perché il film, prima ancora di essere una storia sulla paternità, è il racconto di un uomo che deve ridefinire sé stesso.

Kevin Hart, una prova diversa

È proprio qui che Un padre sorprende. Kevin Hart, noto per la sua comicità esplosiva, sceglie un registro completamente diverso: più misurato, più umano, spesso vulnerabile. Il risultato è una performance che lavora sulle sfumature, senza cercare la battuta a tutti i costi. Un cambiamento che rende il film più credibile, ma anche più vicino allo spettatore.

Tra commedia e dolore

Il film si muove su un equilibrio delicato: da una parte il dolore della perdita, dall’altra piccoli momenti di leggerezza che nascono dalla quotidianità. Non è mai un dramma puro, ma nemmeno una commedia nel senso classico. È piuttosto un racconto che prova a restare dentro la vita, con tutte le sue contraddizioni. Dove si può ridere e crollare nello stesso momento, dove crescere un figlio diventa anche un modo per sopravvivere.

Una storia universale

Un padre parla di genitorialità, certo. Ma soprattutto parla di imparare a stare al mondo quando tutto cambia. Di quel momento in cui si è costretti a diventare adulti davvero, senza scorciatoie.E forse è proprio questo che lo rende così efficace: non la spettacolarizzazione del dolore, ma la sua normalità.

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