Girato con un’urgenza quasi rabbiosa, il film è ambientato tra gli Appennini piacentini e racconta una famiglia isolata, intrappolata in un equilibrio fragile e soffocante. Al centro della storia c’è Alessandro, giovane epilettico incapace di sopportare il peso di quell’ambiente domestico chiuso e oppressivo. Attorno a lui una madre cieca e fratelli con cui il rapporto è segnato da tensioni, silenzi e frustrazione. Da questa dinamica familiare nasce un piano estremo, una ribellione disperata che si trasforma progressivamente in un gesto autodistruttivo destinato a trascinare tutti verso un finale inevitabilmente tragico.
Fin dalla sua uscita, I pugni in tasca ha colpito per la sua forza disturbante. Bellocchio osserva la famiglia senza filtri e senza consolazioni, trasformandola in uno spazio di repressione e conflitto dove il disagio individuale si scontra con un clima sociale dominato dal conformismo. Il racconto procede con un ritmo spezzato, attraversato da improvvise accelerazioni che rendono l’atmosfera sempre più tesa e claustrofobica.
A definire l’identità del film contribuisce anche la colonna sonora di Ennio Morricone, che accompagna la vicenda amplificando la tensione emotiva e contribuendo a rendere ancora più memorabile una delle opere prime più dirompenti del cinema europeo.
Questa nuova uscita presenta il film nella copia restaurata realizzata dalla Cineteca di Bologna in collaborazione con Kavac Film e con il sostegno di Giorgio Armani. Il restauro riporta il film alla sua forma originale, reintegrando anche una sequenza censurata nel 1965 che accentua ulteriormente la carica provocatoria dell’opera.
Il ritorno in sala è promosso da Cat People Distribuzione, casa di distribuzione indipendente nata con l’obiettivo di riportare i grandi classici al cinema, insieme all’associazione Cinematocco, impegnata nel coinvolgere nuovi pubblici e generazioni più giovani attraverso il linguaggio del cinema.
Sessant’anni dopo, I pugni in tasca continua a essere un film che non cerca compromessi. Un’opera prima feroce, lucida e profondamente inquieta che ancora oggi riesce a scuotere lo spettatore con la stessa forza con cui fece irruzione nel cinema italiano degli anni Sessanta.
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