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SANREMO 2026 I LDA & AKA 7EVEN con “Poesie clandestine”

LDA insieme ad AKA 7EVEN si uniscono in un nuovo progetto in duo e salgono sul palco dell’Ariston con il brano “Poesie Clandestine”

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ROMA – Sanremo non è mai solo un palco. È il momento in cui decidi che versione di te vuoi mettere sotto le luci. LDA, pseudonimo di Luca D’Alessio, e AKA 7EVEN, pseudonimo di Luca Marzano, salgono insieme sull’Ariston con Poesie clandestine. Non è solo un duetto: è la condivisione di un sogno. Condividere un ritorno, condividere una crescita, condividere il rischio. Perché crescere è importante, ma farlo insieme può essere ancora più potente.

LDA, classe 2003, è nato dentro la musica prima ancora di sceglierla. Essere il figlio di Gigi D’Alessio significa convivere fin da subito con aspettative enormi e paragoni inevitabili. Dagli esordi giovanissimi al percorso nella scuola di Amici nel 2021, fino al primo Sanremo nel 2023, il suo cammino è stato veloce e costantemente osservato. Negli ultimi anni, però, qualcosa si è assestato: meno bisogno di dimostrare, più desiderio di raccontarsi davvero. Le sonorità si fanno più R&B, la scrittura più intima, più consapevole.

AKA 7EVEN, classe 2000, ha bruciato le tappe con un’intensità simile. Amici nel 2020, singoli da record, certificazioni, un album d’esordio che lo impone come una delle voci più riconoscibili del nuovo pop urban italiano. Dopo Sanremo 2022, Luca Marzano sceglie di rallentare il ritmo e di approfondire la sostanza: meno frenesia, più identità. Una scrittura che non cerca solo l’impatto immediato, ma la durata emotiva.

A unirli è una visione comune: fare musica popolare senza diventare prevedibili, parlare di sentimenti senza scivolare nel compiacimento. Poesie clandestine nasce così, da una convivenza vera, da conversazioni notturne prima ancora che da sessioni in studio. Non è un featuring costruito per l’occasione, ma l’anticipazione di un progetto condiviso che mette al centro il legame, prima ancora della strategia.

Per la serata delle cover scelgono Andamento lento insieme a Tullio De Piscopo: non folklore, ma continuità. Napoli non come cartolina, ma come linea che unisce generazioni diverse. Tornare a Sanremo, per loro, è una presa di posizione. È dire: questa volta saliamo insieme. E lo facciamo sapendo esattamente chi siamo.

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