ROMA – Roma non è mai soltanto Roma. Ogni volta che la città prova a modernizzarsi, è come se il passato bussasse da sotto i piedi, ricordando che ogni strada, ogni piazza, ogni futura stazione della metro poggia su millenni di storia. Roma Sotterranea – Una metro nella storia, in onda in prima TV su HISTORY Channel il 15 dicembre alle 21.00, nasce proprio da questa tensione: come costruire infrastrutture contemporanee in una città che continua a restituire, strato dopo strato, pezzi della propria identità?
Prodotto da MyMax e diretto da Laurent Portes, da un’idea di Massimo My e Bettina Hatami, il documentario segue il lavoro congiunto di archeologi e ingegneri nella realizzazione della Linea C, la tratta che collega la periferia sudorientale a quella occidentale della Capitale. Una sfida che non riguarda soltanto la logistica o la tecnica, ma la capacità di integrare nuove scoperte in un progetto urbano in continua evoluzione.
Quando scavare significa riscrivere la città
Gli scavi per le nuove stazioni hanno prodotto rivelazioni che nessun sondaggio preliminare avrebbe potuto prevedere. Il documentario ricostruisce, passo dopo passo, la sorpresa e l’impatto delle scoperte avvenute lungo il percorso della Linea C.
A Piazza Madonna di Loreto, a ridosso di Piazza Venezia, è riemerso l’imponente complesso degli Auditoria adrianei, edifici pubblici destinati alla cultura, alla retorica e alla vita civile durante l’impero di Adriano. Un ritrovamento che ha imposto una revisione del progetto della stazione, dimostrando come il passato di Roma continui a dettare, in qualche modo, anche le sue infrastrutture contemporanee.
Ancora più sorprendente quanto avvenuto a Porta Metronia, dove a nove metri di profondità è affiorata una caserma del II secolo d.C.: oltre 1700 metri quadrati di mosaici, affreschi, alloggi e ambienti di servizio. Una struttura militare conservata così bene da richiedere un processo complesso di rimozione, restauro, catalogazione e ricollocazione, trasformando la nuova stazione in un vero sito archeologico accessibile ai passeggeri.
Un racconto che unisce storia e tecnologia
La forza del documentario sta nel mostrare non solo cosa è stato scoperto, ma come lo si è fatto: scanner 3D, squadre multidisciplinari, decisioni da prendere in tempo reale e una rete internazionale di competenze che ha permesso di preservare, studiare e rendere fruibile un patrimonio spesso destinato a rimanere nascosto.
La narrazione, affidata alla voce di Domenico Strati, è arricchita dalla consulenza archeologica di Claudia Devoto e da una cura visiva che permette di osservare gli scavi come luoghi vivi, dove passato e futuro convivono. Dalle riprese aeree ai dettagli dei reperti, il documentario ricostruisce Roma dal basso, mostrando la città da un punto di vista che raramente vediamo: quello delle sue fondamenta, dove la storia continua a muoversi.
Una produzione internazionale per un patrimonio universale
Coprodotto con Artline Films e Idéacom International, Roma Sotterranea coinvolge realtà di Francia, Canada e Giappone, confermando l’interesse globale per la storia della città e per il modo in cui si reinventa nel presente. Un patrimonio che continua a parlare al mondo, persino mentre si costruiscono tunnel e banchine. Il risultato è un documentario che non si limita a mostrare ritrovamenti straordinari, ma riflette su un interrogativo più ampio: come può Roma guardare avanti senza perdere le proprie radici? La risposta è nei gesti concreti di chi, ogni giorno, lavora tra passato e futuro. E nella consapevolezza che, sotto i nostri passi, c’è sempre una storia pronta a emergere.
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