URBINO – Da Rosario a Kyiv, dall’Armenia alla Striscia di Gaza, dai ghiacci artici alle periferie di Bangkok: il cinema indipendente non conosce confini geografici, e spesso non conosce nemmeno i confini del linguaggio. Dal 13 al 19 aprile Urbino diventa uno dei pochi luoghi in Italia dove questo cinema – quello che non passa nelle multisale e non finisce nelle classifiche del weekend – trova finalmente uno schermo e un pubblico. È la decima edizione del Festival Internazionale Segni della Notte, alla Sala del Maniscalco, con ingresso gratuito a tutte le proiezioni.
Una settimana di film in lingua originale e sottotitoli in inglese provenienti da oltre cinquanta paesi: cortometraggi, documentari, opere di finzione e sperimentazione visiva selezionati tra la produzione indipendente mondiale più recente. Rebellione e innovazione – nel senso di resistenza alla manipolazione e alla standardizzazione nella rappresentazione della realtà – non è il tema di una singola edizione ma la vocazione fondante di un festival che porta avanti questa missione dal 2003, quando nacque a Parigi con il nome Signes de Nuit e cominciò a costruire, edizione dopo edizione, una rete culturale che oggi tocca Berlino, Bangkok, Lisbona, Tucumán e appunto Urbino, dove il festival è diretto da Dieter Wieczorek.
Il programma 2026 – consultabile integralmente su www.segnidellanotte.com – si articola in quattro sezioni principali. I cortometraggi internazionali aprono e attraversano tutta la settimana con una varietà che sorprende: persino un nome come Charlie Kaufman, sceneggiatore di culto di Essere John Malkovich ed Eternal Sunshine of the Spotless Mind, è presente con un cortometraggio girato tra i fantasmi moderni di Atene. I documentari – sezione storicamente centrale per Segni della Notte – portano in sala storie che difficilmente troverebbero altro spazio: Russians at War della regista russo-canadese Anastasia Trofimova, presentato in anteprima alla Mostra di Venezia e da allora boicottato da numerosi festival internazionali, racconta un anno trascorso embedded senza accrediti ufficiali in un battaglione russo in Ucraina; Flowers of Ukraine è il ritratto di Natalia, sessantasette anni, che difende il suo orto nel mezzo di Kyiv con la stessa ostinazione con cui si difende la libertà. Il Focus Italia presenta una selezione di opere indipendenti italiane recenti, mentre la sezione Cinema in Trasgressione raccoglie le proposte più sperimentali e audaci dell’intera manifestazione. A completare il quadro, due focus speciali dedicati rispettivamente al cinema armenoe alle produzioni di Palestina e Libano: voci che raramente trovano spazio nei circuiti tradizionali e che qui diventano parte integrante di una conversazione culturale più ampia.
Ad aprire il festival lunedì 13 aprile sarà Charity Case, la storia di una band rock americana che in vent’anni ha raccolto oltre un milione di dollari e li ha donati tutti a progetti sociali; a chiuderlo, domenica 19, Joanna Is Skywalking di Maja Britasdotter Östberg, che segue una danzatrice nel suo percorso di cura attraverso la cultura Pantsula del Sudafrica. Il festival ha anche una dimensione competitiva: una giuria internazionale assegnerà premi alla migliore opera nelle varie sezioni, con riconoscimenti dai nomi eloquenti – il Signes Award, per il film che affronta un tema importante con originalità, il Night Award, per le opere capaci di tenere in tensione ambiguità e complessità, e l’Edward Snowden Award, riservato ai film che portano alla luce informazioni sensibili o fenomeni poco conosciuti. La cerimonia di premiazione si terrà domenica 19 aprile in chiusura del festival.
Il festival è aperto al pubblico tutti i giorni, con proiezioni che partono dal pomeriggio e proseguono fino a notte: dal lunedì al giovedì dalle 18 alle 24, venerdì dalle 18 alle 2, sabato dalle 14 alle 2, domenica dalle 14 alle 24. Informazioni e programma completo su www.segnidellanotte.com.
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