ROMA – Dopo le tre ore monumentali di Oppenheimer, il regista ha deciso di affrontare il suo prossimo film, Odissea, con un approccio diverso: una durata inferiore, più compatta, ma non per questo meno ambiziosa. La conferma arriva dalle sue stesse parole, rilasciate all’Associated Press. “È un film epico, come richiede il soggetto. Ma è più corto”, ha spiegato Nolan, chiarendo subito un punto fondamentale: la durata non sarà quella – impegnativa – dei 180 minuti di Oppenheimer.
Una scelta che non implica un ridimensionamento, ma piuttosto un cambio di ritmo. L’obiettivo sembra essere quello di concentrare la narrazione, evitando dispersioni e puntando su un racconto più diretto e incisivo, pur mantenendo l’impianto spettacolare. Ma se la durata si accorcia, il peso del progetto resta enorme. Nolan non lo nasconde: “C’è una pressione enorme. Chiunque si assuma la responsabilità di portare sullo schermo L’Odissea si assume anche le speranze e i sogni del pubblico per i grandi film epici”. Parole che raccontano bene la sfida: non si tratta solo di girare un film, ma di confrontarsi con uno dei racconti fondativi della cultura occidentale.
Odissea è infatti uno dei progetti più ambiziosi della carriera del regista. Basato sul poema di Omero, il film segue il viaggio di Ulisse – interpretato da Matt Damon – nel tentativo di tornare a Itaca dopo la guerra di Troia, attraversando un mondo popolato da creature mitologiche e prove estreme. Il budget stimato è di circa 250 milioni di dollari, il più alto mai affrontato da Nolan, e il film sarà il primo blockbuster girato interamente con cineprese IMAX. Accanto a Matt Damon, il cast riunisce alcuni dei nomi più forti del cinema contemporaneo: Anne Hathaway, Tom Holland, Zendaya, Robert Pattinson e Charlize Theron, tra gli altri. Un ensemble che conferma la dimensione “evento” del progetto, pensato per essere uno dei titoli più importanti del 2026. La decisione di non superare le tre ore – dopo un film come Oppenheimer – racconta anche un’evoluzione nel cinema di Nolan.
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