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Memorabilia – Una storia di famiglia, il docufilm sulla storica azienda italiana

Un documentario sul capitalismo etico e sul valore del teatro come collante identitario. MEMORABILIA – Una Storia di Famiglia è in procinto a debuttare nei festival cinematografici di tutto il mondo

Antonio Morassutti con la compagnia

ROMA – MEMORABILIA – Una Storia di Famiglia è in procinto a debuttare nei festival cinematografici di tutto il mondo. Si tratta di un docufilm sulla storica azienda italiana, Paolo Morassutti (attiva nel commercio di ferramenta e casalinghi fin dal Settecento e che negli anni sessanta si affermò come azienda leader nel settore con oltre duemila dipendenti e quaranta punti di vendita su quasi tutto il territorio nazionale), e in particolare sulla sua compagnia teatrale amatoriale interna, la compagnia stabile Paolo Morassutti, creata negli anni Sessanta e attiva ancora oggi come espressione di un innovativo welfare aziendale filantropico. Il film documentario autobiografico, diretto da Giovanni E. Morassutti, discendente della famiglia, esplora le radici della famiglia del regista intrecciando i suoi ricordi di gioventù durante gli anni della sua formazione all’Actors Studio di New York con quelli degli ex dipendenti ed attori della compagnia. Questo intreccio di ricordi è il cuore emotivo e narrativo del docufilm a tracciare un filo conduttore tra la sua carriera artistica e questa tradizione teatrale unica nata in seno all’impresa familiare, vedendola come un’espressione compiuta dello spirito aziendale e umano della sua famiglia.

“Da ragazzo mi sono sempre sentito diverso dalla mia famiglia che ho sempre pensato orientata solo al profitto. Non riuscivo a trovare nessun continuum tra la mia vita da attore e le mie radici imprenditoriali ma scoprire questa storia, a mio avviso straordinaria, mi ha fatto rivalutare l’etica della mia famiglia. Il mio bisnonno Federico fu un benefattore per la costruzione di un asilo per i bambini di San Vito al Tagliamento, il paese dove alla fine del settecento nacque l’azienda familiare. Mio nonno ricostruì a  sue spese la chiesa del santuario di Padre Leopoldo dopo i bombardiamenti della seconda guerra mondiale e il sostegno che i miei antenati diedero a questo gruppo di dipendenti per realizzare il loro sogno di essere attori mi ha fatto sentire orgoglioso di far parte della mia famiglia”, ha dichiarato il regista Giovanni E. Morassutti..  

“Memorabilia” si apre con il regista-attore in cerca dei suoi ricordi di giovinezza in un luna park, mentre in sottofondo risuona una poesia dialettale incisa su un 33 giri prodotto dalla storica azienda Morassutti negli anni ’60. La narrazione in prima persona del regista ci guida attraverso la sua storia personale: la sua scelta di partire per New York alla fine degli anni ’90, il suo scambio epistolare con lo zio Paolo, che lo sostenne con una lettera d’incoraggiamento e un travel check per le prime spese.

Attraverso rare immagini d’archivio di New York, audio su bobine, documenti storici e interviste esclusive agli ex dipendenti, il film torna in Italia per svelare l’incredibile storia della ditta Morassutti. Si scopre come l’azienda avesse creato un profondo senso di famiglia tra proprietà e dipendenti, favorendo la nascita di legami indelebili anche grazie al teatro e alla compagnia teatrale aziendale. Tuttavia, il racconto non evita le ombre: il regista affronta anche la drammatica vendita dell’azienda negli anni ’70, avvenuta a causa delle pressioni mafiose esercitate dal finanziere Michele Sindona raccontando come l’avidità finanziaria possa distruggere l’inestimabile patrimonio umano e sociale di un’impresa. Nonostante ciò, il docufilm si chiude con un messaggio di speranza: la resilienza della compagnia teatrale, ora nota come “Arlecchino Morassutti”, e la rinnovata collaborazione con la Morassutti Group per mantenere vivo il legame tra impresa e cultura, dimostrano che la perseveranza e l’amore per il teatro resistono e continuano a vivere nel tempo sconfiggendo la sete di potere.

“Memorabilia è un film molto personale, il cui obiettivo è lasciare nello spettatore la profonda consapevolezza del valore perduto di un’imprenditoria a misura d’uomo e dell’importanza della solidarietà”, ha dichiarato Giovanni. “Il vero fulcro del docufilm è l’onestà emotiva del ricordo, evocato con potenza dagli oggetti – veri e propri Memorabilia di un passato glorioso – e le intense emozioni che generano nel presente. Desidero che il pubblico, in particolare chiunque abbia mai guardato indietro con nostalgia e malinconia, o abbia cercato un senso nella propria identità e nel legame indissolubile con le proprie radici, percepisca il peso e la bellezza di questi ricordi e riconosca nell’esperienza degli altri un frammento della propria.” conclude il regista.

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