ROMA – È venuto a trovarci in redazione Massimiliano Camaiti per parlare del suo documentario Agnus Dei, prodotto da Cinema Undici in collaborazione con Rai Cinema. Ai nostri microfoni, Camaiti ha raccontato l’esperienza totalizzante legata alla realizzazione del film, sottolineando come questo sia il suo primo documentario e spiegando di non sentire, almeno per il futuro, il desiderio di orientarsi verso documentari biografici, una tendenza oggi sempre più diffusa.
Il regista ha infatti dichiarato di essere particolarmente legato al documentario di osservazione, proprio come quello che ha realizzato. Parlando di Agnus Dei, Camaiti ha raccontato anche il forte rapporto instaurato con il luogo delle riprese, uno spazio che ha abitato e vissuto intensamente per mesi, da gennaio fino alla primavera, osservando il mutare della natura con il passare del tempo.
Ne emerge un’atmosfera sospesa, che nasce proprio dalla natura stessa del luogo: uno spazio di silenzio, e quindi intrinsecamente carico di una dimensione contemplativa.
Agnus Dei posa la sua lente all’interno delle mura del monastero di Santa Cecilia in Trastevere, nel cuore di Roma, dove ogni anno si rinnova una tradizione secolare. A gennaio, due agnelli appena nati, dopo essere stati ornati e benedetti, vengono affidati alle cure di una monaca di clausura, che se ne occupa con la tenerezza di una madre, accudendoli e nutrendoli. La presenza degli animali ha uno scopo preciso: con la loro lana le suore del monastero tessono il pallio che il Pontefice indosserà il 29 giugno, in occasione della solennità dei Santi Pietro e Paolo. Nell’Anno Santo del 2025, mentre il rito si compie come da tradizione, Papa Francesco si ammala improvvisamente. Il documentario sarà distribuito in sala dal 21 al 24 aprile da Kinèa distribuzioni.
QUI IL LINK PER L’INTERVISTA INTEGRALE:
LEGGI ANCHE:





Lascia un Commento