ROMA – Un viaggio dentro la mente, ma anche dentro l’anima. Sarà presentato martedì 21 ottobre al MAXXI, nella sezione Special Screening della XX edizione della Festa del Cinema di Roma, Il Principe della Follia, il nuovo film scritto e diretto da Dario D’Ambrosi. Il film si inserisce nel percorso artistico e umano di un autore che da oltre quarant’anni indaga il confine sottile tra arte e disabilità, realtà e immaginazione.
Ispirato a una storia vera, Il Principe della Follia nasce da un incontro che segnò profondamente la vita di D’Ambrosi: quello con un giovane affetto da gravi disturbi psichici conosciuto nel 1979 durante un ricovero al manicomio “Paolo Pini” di Milano. Da quell’esperienza nasce un racconto che si fa metafora universale di dolore e resistenza, dove la malattia non è solo una condizione individuale, ma una ferita condivisa da chi la vive accanto, ogni giorno.
Protagonista del film è Stefano Zazzera, colpito dal morbo di Parkinson a soli quarant’anni, qui straordinario nel ruolo di Luca, un uomo intrappolato tra realtà e visioni, tra sofferenza e desiderio di riscatto. Accanto a lui Alessandro Haber, Andrea Roncato, Carla Chiarelli, Mauro Cardinali e Omar Monno in un cast che restituisce umanità e verità a personaggi segnati da fragilità e speranza.
D’Ambrosi costruisce un film che parla di disabilità senza pietismo, ma con profonda empatia. La malattia diventa specchio della società, la follia si trasforma in linguaggio poetico e il ricordo diventa terapia. Il Principe della Follia è, in questo senso, un atto d’amore verso la diversità, un invito a guardare “dentro l’altro” per riconoscere anche sé stessi.
Il progetto si inserisce idealmente nel percorso del Teatro Patologico, fondato da D’Ambrosi nel 1992: un luogo unico al mondo dove persone affette da disturbi psichici imparano il teatro e diventano protagonisti delle proprie storie. Da quella esperienza è nato anche il Corso Universitario di Teatro Integrato dell’Emozione, in collaborazione con l’Università di Roma Tor Vergata, e una lunga serie di riconoscimenti internazionali che hanno portato la compagnia sui palcoscenici dell’ONU, del Parlamento Europeo e del Festival di Sanremo. La colonna sonora è firmata da Stefano Ratchev, è edita da EDIZIONI CURCI.
Con Il Principe della Follia, D’Ambrosi firma un’opera necessaria e coraggiosa, capace di unire cinema, terapia e impegno civile. Un film che non chiede compassione, ma comprensione. E che ricorda, con poesia e forza, che la fragilità non è una condanna: è una forma di verità.
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