VENEZIA – Tra le protagoniste di Orfeo, il film di Virgilio Villoresi presentato Fuori Concorso a Venezia 82, c’è Giulia Maenza, nel film Eura, che è passata a trovarci al nostro angolo Hot Corn per raccontare l’emozione della sua prima Venezia e alcuni dettagli su un ruolo costruito nel corso degli anni. Fin da bambino, Orfeo immagina storie attorno a una villa abbandonata di fronte a casa sua. Pianista solitario e visionario, durante una serata al Polypus – il locale dove suona – incrocia lo sguardo di Eura. Tra loro nasce un amore assoluto, ma lei cela un segreto. Poi scompare. Una sera, Orfeo la vede entrare in una piccola porta su via Saterna, davanti alla villa. La segue. Prima della soglia incontra l’Uomo Verde, figura enigmatica che sembra conoscere i misteri di quel passaggio. Varcata la porta, Orfeo entra in un aldilà visionario, abitato da creature come le Melusine, il Mago dei Boschi e parate di scheletri. Nella villa incontra la Giacca, un diavolo custode che si impossessa del suo corpo per rivivere, attraverso la musica, memorie perdute. Poi gli rivela dov’è Eura: alla stazione, in partenza su un treno appoggiato al suo pianoforte. Solo una porta sul leggio – che si aprirà alle ore 12 – può condurla indietro. Orfeo arriva in tempo per salutarla. Al risveglio, trova l’anello di lei tra le dita. Torna al pianoforte e suona per lei, sapendo che vivrà nei suoi ricordi, nei suoi sogni, nelle sue note. L’intervista integrale:
Giulia Maenza: «Eura, Orfeo e la mia prima Venezia»
Giulia Maenza racconta Orfeo: dall’emozione della sua prima Venezia al mistero di Eura, musa di un viaggio visionario tra amore e aldilà.





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