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Io & Il Cinema | Giovanni Guidi: «Ken Loach, Kevin Costner e quel documentario su Enrico Rava»

La rubrica di Hot Corn in cui musicisti, scrittori, attori e registi raccontano i loro film preferiti

Piano, jazz e cinema: un ritratto di Giovanni Guidi.

MILANO – Musicista, pianista, jazzista, artista. Giovanni Guidi, classe 1985, è uno dei fuoriclasse del jazz italiano tanto da pubblicare per la gloriosa etichetta ECM un disco come Avec Le Temps, e inventare un digital tour in tempo di pandemia (qui). Qui si siede al tavolo di Hot Corn per la nostra rubrica Io & il cinema e racconta i suoi film del cuore, da Kevin Costner alle idee di Ken Loach. In mezzo, molte colonne sonore tra cui quella di Battista Lena per Il Grande Cocomero di Francesca Archibugi. La prima domanda che gli facciamo però è se il suo album Ida Lupino, pubblicato nel 2016, fosse un omaggio alla grande diva inglese. «Onestamente? No. Ho scoperto i film di Ida lupino solamente dopo…».

Giovanni Guidi e la sua band

IL PRIMO FILM VISTO AL CINEMA «Precisamente non lo so, ma ricordo però benissimo il primo film che ricordo di aver visto al cinema. Ce ne sono stati molti altri prima, senza dubbio, ma il primo che ricordo è Un mondo perfetto di Clint Eastwood con Kevin Costner. Mi è rimasto impresso perché per la prima volta piansi al cinema, durante una proiezione: mi ero affezionato all’amicizia e alla relazione che vivevano il bambino e quell’uomo, tradito dalla dolcezza…».

LA COLONNA SONORA CHE AMI «Ne dico due: La Dolce Vita firmata da Nino Rota e C’era una volta in America di Ennio Morricone. Poi invece c’è una scena meravigliosa in Respiro dove Valeria Golino libera, diversa e incompresa si butta nel mare. In quel momento del film si ascolta Nestor’s Saga, un brano di John Surman e Jack Dejohnette che adoro, e che ascolto spesso e lo vivo come un inno alle donne».

LA COLONNA SONORA JAZZ CHE AVRESTI VOLUTO SCRIVERE «Qui dico Il Grande Cocomero di Battista Lena. Quel film l’ho visto e rivisto, e quella melodia è così atavica e normale che ogni volta che la risento mi trovo a rivedere Pippi (interpretata da Alessia Fugardi, nda) che non voleva i soldi del papà, Sergio Castellitto che amava i suoi pazienti mentre perdeva un amore e Michelone (Raffaele Vannoli, nda), il tipo che nei gruppi c’è sempre…».

UN FILM CHE AMI E CHE NESSUNO CONOSCE «Bread and Roses di Ken Loach. Quel film mi fa sentire comunista ma in un mondo contemporaneo. Ho sempre timore quando mi definisco in quel modo. Fondamentalmente è antistorico,  nel mondo è stato anche un segno tragico, di morte. Ma in quel film il marxismo si realizza negli affetti, si dichiara necessità, e giustifica le posizioni del regista, che spesso non condivido quando poi sono così ferme e dure».

LA COLONNA SONORA CHE CONSIGLI AI LETTORI DI HOT CORN «Sconsiglio quelle che si ascoltano facilmente. Sconsiglio la gran parte dei compositori italiani contemporanei dove la musica non mette mai in discussione l’immagine ma, semplicemente, si realizza in una melodia che deve per forza essere come se l’avessimo sentita già altre mille volte. Anche se non nego che quando vedo La Vita è Bella mi piace anche per la colonna sonora di Piovani».

IL FILM SUL JAZZ CHE TUTTI DEVONO VEDERE – «Qui cito senza dubbio Le Note Necessarie, uscito qualche anno fa, nel 2015, e diretto da Monica Affatato. Un film documentario sul grande Enrico Rava. Il mio maestro».

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