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Ficarra e Picone: «Nati stanchi, un debutto che occupa un posto speciale nel nostro cuore»

L’esordio della coppia ritorna in sala per una sera con Hot Corn. Ecco la cronaca di un incontro

Ficarra e Picone allo Space Cinema di Milano durante la serata realizzata da Hot Corn per Nati Stanchi. Foto di Damiano Panattoni.

MILANO – Ne hanno fatta di strada Salvo Ficarra e Valentino Picone, al punto che oggi non solo sono una delle coppie comiche più amate dal pubblico, ma hanno anche raggiunto una maturità artistica che permette loro di spaziare tra cinema, Striscia la notizia, tv e teatro. Sempre nel segno dell’ironia e di una riflessione sulla società leggera ma mai superficiale. Eppure, nonostante tutto, non riescono a dimenticare l’emozione provata sul set di Nati stanchi – qui potete ascoltarli ospiti del nostro podcast – esordio al cinema datato 2002. E noi di Hot Corn abbiamo deciso di riportare il film in sala alla presenza dei due per una sera al cinema Odeon di Milano per un appuntamento speciale, lo scorso 31 gennaio, in compagnia degli attori e dei loro alter ego, due scansafatiche immuni alle responsabilità. Alla fine della proiezione Ficarra e Picone hanno ricordato quei giorni e risposto alle domande del direttore di Hot Corn, Andrea Morandi, e a quelle del pubblico in sala.

Ficarra e Picone in sala con il direttore di Hot Corn, Andrea Morandi.

LA FESTA «Questa è un’occasione unica per rivedere un film a cui siamo molto affezionati, che il pubblico ha riscoperto piano piano nei vari passaggi televisivi, facendo ascolti notevoli e diventando un piccolo cult. Quando è uscito non eravamo molto conosciuti, ma nelle sale andò bene anche se fu distribuito in poche copie. Ogni tanto ci chiedono quale sia il nostro film preferito, che è come dover scegliere tra i figli, ma è indubbio che Nati stanchi mantenga oggi un posto privilegiato nel nostro cuore. Rivederlo al cinema per noi è una gran cosa…».

Un altro momento dell’incontro allo Space Cinema di Milano.

LA PRIMA NOTTE «La notte prima delle riprese? Ce la ricordiamo eccome, anzi, per l’esattezza, ricordiamo molto nitidamente proprio il sabato prima dell’inizio delle riprese: era il primo settembre 2001, entrarono i camion nello spazio adiacente l’albergo di Siracusa dove era alloggiata la troupe e lì, in quel preciso momento, capimmo che avremmo veramente girato quello che avevamo pensato. Stavamo realizzando il sogno di fare un film tutto nostro. Fu un’emozione e fu il primo passo di Nati stanchi, anche se ricordiamo che un pezzo del film lo scrivemmo partendo da una canzone dei Tinturia, che si ascolta in colonna sonora».

LA CARRIERA «All’inizio non sai che tipo di carriera avrai: avevamo già sperimentato teatro e televisione, ma allora il cinema era un sogno, coltivato da sempre. Non osavamo neanche dirlo. Da un lato c’era l’amore per il cinema, dall’altro la voglia di confrontarci con mezzi espressivi diversi. Per fortuna abbiamo sempre difeso sia lo spazio televisivo che quello cinematografico e teatrale, cercando di barcamenarci su tutti e tre i fronti senza rinunciare a niente. Sono tre modi di stare davanti alla gente in maniera diversa, che danno soddisfazioni diverse. Magari dopo il teatro viene voglia di confrontarti con il cinema, o dopo che hai fatto un film hai voglia di fare televisione, per trovare stimoli diversi e altre strade».

IL CUORE «Il cinema lo amiamo da sempre. Sarebbe facile dire che tra i nostri modelli ci siano Stanlio e Ollio, oppure Charlie Chaplin e Totò. Tra i film che rivediamo sempre e comunque citiamo un titolo: Nuovo Cinema Paradiso di Giuseppe Tornatore – però nella versione director’s cut – unione di tante cose che intendiamo per cinema, lì dentro ci sono ironia, romanticismo, commedia e nello stesso tempo un pezzo di storia raccontato in modo unico. Cosa vorremmo rivedere al cinema? C’era una volta in America di Sergio Leone e Il monello di Chaplin».

Nuovo Cinema Paradiso scena
Una scena di Nuovo Cinema Paradiso

AL LAVORO «Il prossimo film? Speriamo che venga come noi lo abbiamo in testa e che riesca bene come gli altri che abbiamo fatto. Dopo L’ora legale ci venivano solo storie simili, ma abbiamo sempre cercato di fare film diversi l’uno dall’altro, con temi e strutture narrative diverse. Far passare tempo tra un film e l’altro aiuta a toglierti di dosso quelle sensazioni. Non è giusto ripetersi. Una cosa possiamo dirla: sarà girato solo in parte in Sicilia e cominceremo a girare a maggio…».

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