ROMA – Euphoria è stata un vero fenomeno televisivo, una di quelle serie capaci di lasciare un segno profondo nel pubblico. Molti spettatori si sono affezionati al suo universo fatto di estetica riconoscibile, narrazione intensa e uno sguardo crudo sulle devianze giovanili, tra relazioni disfunzionali, traumi e la colonna sonora iconica firmata da Labrinth.
La terza stagione di Euphoria, però, ha sollevato diversi dubbi tra i fan. Già dalla prima puntata, uscita il 12 aprile, ciò che continua a colpire è soprattutto l’impatto visivo: la fotografia resta curatissima e Zendaya si conferma un’interprete di straordinaria intensità. Tuttavia, sembra essersi perso parte del fascino originario della serie: quell’atmosfera legata al contesto scolastico, ai corridoi del liceo e a una quotidianità carica di tensione. La narrazione appare più dispersiva, quasi incerta sulla direzione da prendere, generando un diffuso malcontento. Anche Sydney Sweeney è finita al centro delle critiche, soprattutto per la rappresentazione estremamente sessualizzata del suo personaggio, Cassie Howard. Va però detto che questa dimensione è sempre stata parte integrante della sua caratterizzazione: un modo per colmare vuoti emotivi profondi. In quest’ottica, persino l’ipotesi di una deriva verso piattaforme come OnlyFans risulta coerente con il suo percorso. Ciò che convince meno di questo primo episodio è piuttosto la decontestualizzazione dall’ambiente scolastico e una trama che, al momento, fatica a trovare una direzione. Il punto di forza di Euphoria risiedeva proprio in quell’atmosfera sospesa tra adolescenza e caos emotivo; senza quel contesto, anche gli eccessi come le immagini un po’ troppo ricorrenti di nudi – un tempo funzionali al racconto – sembrano oggi più gratuiti e meno giustificati.
La seconda stagione si era chiusa lasciando dietro di sé un panorama emotivo frammentato, fatto di ferite aperte e verità difficili da ignorare. Al centro, Rue Bennett, sprofondata in una spirale autodistruttiva: smascherata dalla famiglia, in fuga e con un pesante debito nei confronti della pericolosa Laurie. Parallelamente, la relazione segreta tra Cassie e Nate Jacobs era esplosa pubblicamente durante lo spettacolo teatrale scritto da Lexi Howard, costringendo tutti a confrontarsi con sé stessi. Intanto, Fezco e Ashtray erano stati travolti da un violento blitz della polizia, mentre Nate aveva denunciato il padre Cal Jacobs. Anche Jules Vaughn aveva provato a chiudere con il passato distruggendo il video che la perseguitava. A chiudere il cerchio, ancora Rue, con una sobrietà fragile: non una vittoria, ma una tregua.
la terza stagione di Euphoria riparte cinque anni dopo quegli eventi, una scelta narrativa che ha diviso il pubblico e alimentato numerose reazioni negative. D’altronde, quando una serie diventa un cult, le aspettative si alzano inevitabilmente e il giudizio si fa più severo. Non resta che attendere i prossimi episodi, distribuiti settimanalmente, nella speranza che Euphoria riesca a ritrovare l’equilibrio e l’atmosfera che l’avevano resa così unica nelle sue prime stagioni.
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