ROMA – Nel cinema italiano del secondo Novecento, pochi autori hanno saputo restituire con tanta precisione la grammatica dell’esistere quotidiano quanto Antonio Pietrangeli. Il suo non è un cinema di eventi, ma di attese e disincanti, di gesti minimi ma sempre carichi di significato. Nel suo sguardo laterale, trattenuto, la sua grandezza. Pietrangeli muove la macchina …
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