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Io & il cinema | Chiara Maci: «La mia cucina al cinema, tra Chocolat e Ratatouille»

La rubrica di Hot Corn in cui musicisti, scrittori, attori e registi ci raccontano i loro film preferiti

MILANO – «Pomodori verdi fritti e sentimenti al vapore? Quel libro di ricette non ha molto a che fare con il cinema ma rimanda immediatamente al film, è vero». Parte subito dal legame tra cinema e cucina la nostra chiacchierata con Chiara Maci, food blogger e volto televisivo che della passione per il cibo ha fatto la sua professione. Da poco tornata in tv con una nuova edizione di Cuochi e Fiamme in onda su Food Network e in libreria con Ma tu come la fai la caponata?, Chiara si è divertita a rispondere alle domande della nostra rubrica Io & il cinema.

IL PRIMO RICORDO CINEMATOGRAFICO? «La prima cosa che mi viene in mete quando penso al cinema è a quando ero a casa da bambina e in tv c’era “Lunedì Film” che guardavamo tutti insieme. Spesso si trattava di una pellicola che era stata al cinema e veniva trasmessa per la prima volta in televisione. Era quasi un evento…».

LA PRIMA VOLTA CHE SEI ANDATA AL CINEMA? «Me lo ricordo perché mio padre non voleva. Avevo quattro anni e mezzo, ero piccolina. Andai con con mia madre e i miei fratelli a vedere La carica dei 101. Ho anche un ricordo non proprio felicissimo però di quando mia sorella mi portò a vedere I ponti di Madison County. Avrò avuto undici anni e a me sembrava che il film durasse sette ore! Con mia sorella, quando ci vediamo, ogni tanto ricordiamo quel pomeriggio da “incubo”. È un ricordo buffo!»

IL TUO FILM PREFERITO SULLA CUCINA? «Tanti film sul cibo mi sono piaciuti, magari anche dedicati ai bambini come Ratatouille. Ma c’è un film, Julie & Julia, che sento molto vicino perché la protagonista, interpretata da Amy Adams, racconta in un blog quello che cucina e ripropone le ricette di Julia Child. Una storia simile alla mia per alcuni aspetti. Mi sono ritrovata nella costanza e nella determinazione che ha Julie, che non molla mai. Mi piace molto anche la stessa Child, nel film interpretata da Meryl Streep, un personaggio molto maschile e io per tanti versi sono così: sono convinta che una donna debba saper fare tutto».

UN PERSONAGGIO IN CUI TI RISPECCHI? «Oltre a Julie & Julia mi ritrovo molto nel personaggio di Juliette Binoche in Chocolat. Una donna autonoma che cresce sua figlia sola e si trasferisce in un altro paese: una cosa che potrei tranquillamente fare anche io. Nel mio blog racconto che c’è stato un momento della mia vita in cui mi ero licenziata da poco, vivevo a Bologna da sola e tutte le sere facevo il temperato del cioccolato. Ho questo ricordo di me che preparo il ripieno dei cioccolatini per lasciarli solidificare durante la notte. Era un rito e in casa mia c’era un profumo di cioccolato perenne. Ed ora nel mio blog ho molte ricette di cioccolatini che iniziano proprio con citazioni di Chocolat…»

IL FILM CHE AMI MA CHE NESSUNO CONOSCE? «Dieta mediterranea, un film spagnolo poco conosciuto diretto da Joaquin Oristrell. Credo di averlo visto venti volte. C’è stato un momento della mia vita in cui lo guardavo un giorno sì… e un giorno sì! La protagonista diventa una cuoca stellata: una donna che ce la fa da sola, che si mette in cucina, viaggia, impara e realizza il suo sogno».

COME SONO CAMBIATE LE TUE VISIONI DA QUANDO SEI MADRE? «Quando porto mia figlia al cinema, ovviamente, il film lo decide lei. Ma devo dire che i film d’animazione mi piacciono tanto. Non so se perché, da adulto, vedere un film del genere lo si percepisce in modo totalmente diverso. Lo stesso discorso vale anche per quelli che trasmettono in tv: dietro c’è sempre un insegnamento diverso da quelli che vedevo io bambina. Adesso trovare il principe azzurro che salva la principessa è molto difficile ed anche i temi affrontati sono più attuali. Forse le nuove generazioni sono particolarmente sveglie ma trovo che mia figlia capisca molte cose dei film. Le ho fatto vedere svariate volte Baby Boss mentre ero incinta. Le è servito perché, quando è nato mio figlio, già sapeva come l’arrivo di un fratellino può sconvolgerti la vita».

UNA SCENA CHE TI COMMUOVE SEMPRE? «C’è un film che mi fa piangere in maniera disumana: si tratta de La versione di Barney. Lo avrò visto cinquanta volte ma, ogni singola volta, mi ritrovo in una valle di lacrime per l’amore incondizionato di quell’uomo per la sua donna. Paul Giamatti è sempre bravissimo ma nella scena in cui interpreta il personaggio da anziano è incredibile. Uno dei più bei film sull’amore che abbia visto».

QUALE GENERE PREFERISCI? «Faccio fatica a vedere i film sulle perdite, non guardo film violenti né di fantascienza e credo di essere l’unica al mondo a non aver visto Harry Potter. In realtà, non ho neanche visto Il Signore degli Anelli o la saga di Twilight. Tutto quello che è fake non mi interessa e sono così anche per la letteratura: amo le autobiografie, le storie vere e i film tratti dai libri come Modigliani o La ragazza con l’orecchino di perla. Quando uscì Titanic era un adolescente e ricordo di essere impazzita. Ho pianto e mi sono innamorata: non di Leonardo DiCaprio ma del cattivo Billy Zane!»

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