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Biografilm 2026, Lo spazio vuoto: il documentario di Stefano P. Testa e Alberto Ceresoli con le musiche di Vinicio Capossela

In concorso nella sezione Biografilm Italia, il film racconta il viaggio di un figlio alla ricerca delle proprie origini e della verità dietro una perdita che ha segnato la sua vita

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BOLOGNA – Tra i titoli più intensi del Biografilm Festival 2026 c’è Lo spazio vuoto, il documentario diretto da Stefano P. Testa e Alberto Ceresoli che sarà presentato in prima assoluta venerdì 12 giugno alle ore 21 al Cinema Lumière – Sala Scorsese di Bologna, all’interno della sezione competitiva Biografilm Italia. Il film prende avvio da una vicenda personale e profondamente dolorosa. Nella notte del 13 ottobre 1990, Luisa, appena diciannovenne e madre di due bambini, si toglie la vita poche ore dopo aver dato alla luce il suo secondo figlio. Dopo quella tragedia, i due fratelli vengono adottati da una famiglia bergamasca e crescono senza alcun ricordo della propria famiglia biologica.

A oltre trent’anni di distanza, Alberto decide di tornare nei luoghi in cui tutto è iniziato per confrontarsi con quel vuoto che ha accompagnato la sua esistenza. Attraverso fotografie, testimonianze e frammenti di memoria, Lo spazio vuoto ricostruisce una storia familiare interrotta, riflettendo sul peso dell’assenza, sulla ricerca delle proprie radici e sulla capacità dei legami di sopravvivere anche oltre la morte. Affrontando un tema delicato e ancora poco raccontato come il suicidio materno, il documentario sceglie una strada lontana dal sensazionalismo e dal melodramma. Il racconto procede infatti con uno sguardo intimo e rigoroso, trovando una forma cinematografica personale che si muove tra documentario autobiografico, ricerca identitaria e sperimentazione visiva.

A contribuire in modo decisivo all’atmosfera del film sono le musiche originali di Vinicio Capossela, nate da un processo di improvvisazione al pianoforte preparato. Un accompagnamento sonoro essenziale e materico che dialoga con le immagini e con la memoria frammentata del protagonista, amplificando il senso di sospensione che attraversa l’intera opera.

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