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Belle, Suzu e l’imperdibile esperienza visiva firmata da Mamoru Hosoda

La famiglia, il mondo digitale, le nuove generazioni: perché non dovete perdere la storia di Suzu

Belle e il suo mondo parallello.

MILANO – Nessun dubbio: Mamoru Hosoda è uno dei registi d’animazione più importanti e influenti del panorama odierno. Dopo essersi fatto conoscere con La ragazza che saltava nel tempo e Summer Wars, nel 2011 fonda lo Studio Chizu e inizia un preciso lavoro autoriale basato sull’analisi e approfondimento di temi familiari, sociali e intimisti. Nascono così Wolf Children, The boy and the Beast (che trovate in streaming su CHILI) e Mirai, che gli garantisce una candidatura agli Oscar e il plauso mondiale. A Roma, ad Alice nella Città, Mamoru Hosoda (qui il nostro incontro) ha presentato il suo nuovo lungometraggio, Belle, ora in sala. La storia? Suzu è una diciassettenne che vive nella prefettura di Kōchi insieme al padre dopo aver perso la madre da bimba.

Belle, alter ego di Suzu
Belle, alter ego di Suzu

Un dolore che ancora non riesce ad accettare e metabolizzare, che non le permette di essere felice e di coltivare le sue passioni: la musica e il canto, conosciute proprio grazie alla madre. La sua vita cambia completamente quando scopre la piattaforma virtuale U, che permette di creare il proprio avatar ed entrare in un mondo online dove poter interagire in anonimato con il mondo intero. È così che crea Belle, il suo alter ego, una creatura con cui riuscirà a sbloccare la sua timidezza e a far conoscere a tutti la sua voce. Belle diventa in poco tempo una delle star di U, inizia a fare concerti che raggiungono milioni di persone, mentre però nella realtà non riesce ad avere la sicurezza e la forza per superare il trauma. Ad interrompere l’ascesa di Belle si intromette un drago con sembianze umane, una bestia cattiva demonizzata da tutti e che interrompe i concerti in cerca di scontri per scatenare la sua rabbia.

belle
Un’altra scena del film

Tra i due però si instaura un legame, che nasce dall’incomprensione per poi sfociare in un confronto capace di farli crescere. Un’intensa avventura tra il mondo virtuale e mondo reale che cambierà per sempre le loro vite. Belle è un’esperienza visiva incredibile, il lavoro di Hosoda e del suo studio sulla tecnica di animazione e la costruzione del mondo di U è senza precedenti. Colori straripanti, musiche composte dalla bravissima cantante Kaho Nakamura e il tratto caratteristico del regista giapponese si intrecciano in una storia che riflette sulla nuova generazione online, sulle dinamiche sempre in evoluzione che si creano in rete, sui pregi e i difetti di un nuovo ambiente. In primo piano, il ruolo dell’identità online in contrapposizione a quella reale, il potenziale di una piattaforma digitale e tutte le tossicità che inevitabilmente si porta dietro.

Belle, un'esperienza da non perdere
Belle e il nemico che assume un altro volto.

Belle, come ogni film di Hosoda, ha anche un altro grande merito: la capacità di parlare a tutte le fasce di pubblico, grazie ad una sceneggiatura mai banale che permette di catturare i più grandi, proprio mentre lo spettacolo strega anche i più giovani, trasformandosi in un’opera da gustare sullo schermo lasciandosi completamente trasportare dalla poetica di un regista sempre più maturo e consapevole. Assolutamente da non perdere.

Qui la nostra intervista a Mamoru Hosoda:

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