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APULIA FILM COMMISSION AL BIF&ST 2026

Al Bif&st 2026 Apulia Film Commission presenta un piano che va dalla serialità internazionale al cinema del reale.

ROMA – Alla 17ª edizione del Bif&st – Bari International Film & Tv Festival, la Puglia si conferma ancora una volta protagonista del panorama audiovisivo italiano e internazionale. Saranno infatti diciannove le produzioni sostenute da Apulia Film Commission presentate durante il festival, tra serie, film di finzione e documentari.

Il territorio pugliese continua a distinguersi come uno dei poli più strategici per la serialità contemporanea, capace di unire identità narrativa e grande versatilità visiva. Due progetti seriali, in particolare, raccontano bene questa doppia anima: da un lato “Guerrieri – La regola dell’equilibrio”, con Alessandro Gassmann, profondamente radicata a Bari e ispirata ai romanzi di Gianrico Carofiglio; dall’altro “Un prophète” di Enrico Maria Artale, produzione internazionale girata interamente in Puglia ma ambientata a Marsiglia, attualmente in programmazione su Canal+.

Se la prima valorizza Bari come fulcro identitario del racconto, la seconda dimostra la capacità della regione di trasformarsi in altri luoghi del Mediterraneo. Emblematico è il caso del carcere di Marsiglia, ricostruito negli spazi del CIASU di Fasano, a testimonianza di un sistema produttivo in grado di sostenere progetti complessi e ambiziosi. Accanto alla serialità, il contributo di Apulia Film Commission si estende anche al cinema e al documentario, con opere che esplorano storie, identità e trasformazioni del territorio. Tra queste “Vita mia” di Edoardo Winspeare, in uscita il 9 aprile, con Dominique Sanda e Celeste Casciaro: un racconto intenso che mette a confronto due donne molto diverse, tra memoria, radici e identità europee. Spazio anche a “Cattiva strada” di Davide Angiuli, ambientato a Bari, che segue la storia di Donato, un giovane alle prese con responsabilità troppo grandi e scelte difficili, in un contesto segnato da criminalità e marginalità. Il programma si arricchisce poi di numerosi documentari. “Santi e vampiri” di Serena Porta indaga il rapporto tra sacro e folklore nella cultura italiana, mentre “Sea Sisters” di Brunella Filì racconta il percorso di due donne unite dal mare come strumento di libertà e autodeterminazione, tra Sud Italia e Mare Artico. Tra i progetti più sperimentali anche “Debris” di Sergio Racanati, nato da una ricerca in Amazzonia, e “All of Us – L’orchestra plurale” di Pierluigi Ferrandini, che racconta la musica come spazio di integrazione culturale. Non manca uno sguardo sulla memoria cinematografica con “Quella saletta sul mare” di Alessandro Piva, e con “Lino d’Italia – Storia di un itALIENO” di Marco Spagnoli, dedicato a Lino Banfi, figura simbolo della commedia italiana. In programma anche il restauro di “Vieni avanti cretino”, storico film del 1982. Tra i documentari sportivi spicca “Igor – L’eroe romantico del calcio” di Luca Dal Canto, dedicato a Igor Protti, icona del calcio anni Novanta.  Il festival rende omaggio anche a Sergio Rubini con la proiezione de “La stazione” (1990), considerato uno dei film più significativi del cinema italiano di quegli anni. Infine, nella sezione “Sarò breve”, dedicata ai cortometraggi, trovano spazio diverse opere sostenute dalla Fondazione, a conferma dell’attenzione verso i nuovi linguaggi e le nuove generazioni di autori.

Con questa ampia presenza al Bif&st, Apulia Film Commission ribadisce il proprio ruolo centrale nello sviluppo dell’industria audiovisiva, contribuendo a promuovere la Puglia non solo come location, ma come vero e proprio laboratorio creativo capace di attrarre produzioni nazionali e internazionali.

 

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