ROMA – Amy Madigan è tornata sotto i riflettori con Weapons: dopo una lunga carriera tra cinema e televisione, la sua interpretazione di Zia Gladys le ha riaperto le porte della stagione dei premi rimettendola in corsa per una candidatura importante (migliore attrice non protagonista). In una nuova intervista, l’attrice ha parlato sia del momento professionale sia del prequel dedicato al personaggio, che da mesi viene dato in lavorazione.
Sul progetto “Gladys”, la linea resta decisamente prudente ma chiara: l’idea esiste, se ne discute da tempo e lo sviluppo è reale, però non ci sono ancora certezze operative su riprese e calendario. Il regista e sceneggiatore Zach Cregger aveva già confermato di voler realizzare un film autonomo centrato sul personaggio, spiegando di avere la storia “in testa” anche se la sceneggiatura non era ancora pronta. Cregger ha inoltre indicato che il lavoro sul prequel procede in collaborazione con Zach Shields, precisando che non si tratta semplicemente di un capitolo “tagliato” dal film originale, ma di un’operazione pensata per reggersi da sola.
Madigan, dal canto suo, ha ribadito un concetto già espresso in precedenza: l’entusiasmo c’è, la disponibilità anche, ma finché non arriva un via libera concreto il progetto resta tale. Un approccio in linea con quanto dichiarato anche in altre occasioni, quando aveva invitato a non considerare definitivo ciò che, a Hollywood, spesso resta sulla carta più a lungo del previsto. Il ”caso” Gladys è diventato centrale perché Weapons ha trasformato quel personaggio in uno dei più discussi del film, contribuendo alla spinta critica attorno al titolo e alla performance di Madigan.
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