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ALLEVI – Back to life: quando la malattia si trasforma in musica

Giovanni Allevi, celebre compositore e pianista, in ALLEVI – Back to Life, documentario diretto da Simone Valentini, ci trascina nel suo viaggio interiore tra musica e malattia

ROMA – Un artista ha sempre, accanto a sé, un’arma segreta: un rifugio intoccabile. Per Giovanni Allevi questa forza è la musica, il suo superpotere più grande, uno spazio che nemmeno una delle malattie più temute del nostro secolo ha il potere di sottrargli. Il documentario ALLEVI – Back to Life, diretto da Simone Valentini, ci immerge in un periodo cruciale della vita del compositore, quando il maestro si trova a convivere con un nuovo ospite nel suo corpo: il “mieloma”. Un nome che Allevi pronuncia con delicatezza, quasi con dolcezza, pur ricordando che si tratta, comunque, di un tumore. Il musicista, nato ad Ascoli Piceno, ha scoperto la malattia nel 2022, e da allora è iniziata una lunga pausa artistica. L’intero film è dedicato a sua sorella Stella, scomparsa poco dopo la diagnosi.

ALLEVI – Back to Life ci mostra il ritorno alla vita del musicista dopo la diagnosi, alternando momenti di musica – tra prove e concerti – a scene di quotidianità e riflessione interiore, in ospedale e durante le terapie. Al centro della narrazione c’è il Concerto per Violoncello e Orchestra MM22, composto da Allevi nella stanza d’ospedale durante la lunga degenza oncologica. Allevi dedica il concerto proprio al suo ospite, il “mieloma”, componendo a tempo con i rumori dei macchinari, ascoltati come se fossero la colonna sonora di quel momento della sua vita in cui si trovava, per la prima volta, ad affrontare i rumori e i suoni dell’ultimo atto della vita. Così la malattia, per lui, si trasforma in musica e dunque in arte.

Il documentario ci mostra un Giovanni Allevi gentile, persino con gli orchestrali: un maestro che dialoga con i professori d’orchestra con grande pazienza, anche quando non vanno tutti perfettamente a tempo. Back to Life – tornare alla vita – per lui significa ritrovare il contatto con il pianoforte: toccarne i tasti e risentire il suono equivale a respirare di nuovo dopo un lungo periodo di apnea. Ciò che emerge è il bisogno profondo di vivere non per fuggire dalla morte, ma per continuare a percepire la musica che lo circonda. La vita, per Allevi, è creazione sia nel dolore che nella felicità.

“Mi sono chiesto quali note corrispondessero alle lettere di ‘mieloma’, e da lì è nata una melodia.”

Il Concerto per Violoncello e Orchestra MM22 nasce con la decisione di scrivere un concerto per violoncello e orchestra poiché le mani gli tremavano troppo per poter suonare il pianoforte. In un’intervista, Allevi ha confessato che la sua paura più grande era proprio quella di non riuscire più a suonare: come se smettere di farlo significasse smettere di vivere, respirare o camminare.

Molti lo definiscono “un eroe gentile”, e lui stesso afferma: “Sono orgoglioso di questa definizione. Spero che il mio dolore e la mia paura, ancora presenti nel mio corpo, non vadano a intaccare il mio sorriso. Voglio mantenerlo vivo.” Il risultato di ALLEVI – Back to Life è una profonda riflessione sulla vita, sulla malattia e sul senso dell’arte, capace di trasformare persino la paura in comunicazione. Un racconto che parla a tutti noi della trasformazione del dolore, colto da Giovanni Allevi come un’opportunità e accettato – anche questo – con gentilezza, fino a farlo diventare arte.

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