ROMA – Paweł Pawlikowski torna sulla Croisette con Fatherland, il suo nuovo lungometraggio selezionato in concorso alla 79ª edizione del Festival di Cannes. Il film segna il ritorno del regista dopo i successi internazionali di Ida e Cold War, confermando il suo legame con il grande cinema europeo.
Scritto insieme a Henk Handloegten, Fatherland può contare su un cast internazionale guidato da Sandra Hüller, affiancata da Hanns Zischler, August Diehl, Devid Striesow e Anna Madeley. Il progetto è sostenuto e distribuito a livello internazionale da MUBI, che ne detiene i diritti per numerosi territori, tra cui Italia, Regno Unito, Stati Uniti e America Latina.
Il film è ambientato negli anni più tesi della Guerra Fredda e segue il viaggio dello scrittore Thomas Mann insieme alla figlia Erika, interpretata da Hüller. A bordo di un’auto, i due attraversano una Germania ancora segnata dalle macerie della guerra, muovendosi tra zone sotto influenza americana e territori controllati dall’Unione Sovietica. Un ritorno carico di significato per Mann, che rientra nel suo Paese dopo l’esilio negli Stati Uniti. Attraverso questo percorso, Pawlikowski torna a esplorare temi a lui cari come identità, memoria, senso di colpa e legami familiari, inserendoli nel contesto complesso dell’Europa del dopoguerra. Un’impronta autoriale che richiama direttamente il suo cinema precedente, premiato a livello internazionale.
La produzione coinvolge diverse realtà europee, tra cui OUR Films, Extreme Emotions, Nine Hours e Chapter 2, con la partecipazione di Arte e Pathé, mentre le vendite internazionali sono affidate a The Match Factory. Dietro la macchina da presa, il regista ritrova collaboratori storici come il direttore della fotografia Łukasz Żal, già candidato all’Oscar.
Dopo il trionfo di Ida, vincitore dell’Oscar come miglior film internazionale nel 2015, e il successo di Cold War, premiato per la regia proprio a Cannes, Fatherland si presenta come uno dei titoli più attesi della prossima edizione del festival, confermando Pawlikowski tra le voci più autorevoli del cinema contemporaneo europeo.
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