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La sposa cadavere diventerà un film live-action? Tim Burton rompe il silenzio sul possibile remake

Il regista torna a parlare di uno dei suoi film più amati e non esclude una nuova versione della storia di Victor ed Emily. Ma per il momento non c’è alcun progetto ufficiale.

Freshly Popped

ROMA – C’è qualcosa di profondamente legato all’immaginario di Tim Burton nella storia di un matrimonio celebrato per errore, di una sposa che appartiene al mondo dei morti e di un amore che deve fare i conti con l’impossibile. A oltre vent’anni dall’uscita di La sposa cadavere, l’idea di riportare Victor ed Emily sul grande schermo continua ad affascinare gli spettatori. E adesso è lo stesso regista ad alimentare, seppure con molta cautela, la possibilità di un ritorno. Intervistato da Vanity Fair in occasione della collaborazione con Loewe per una collezione ispirata a Nightmare Before Christmas, Burton ha risposto a una domanda sull’eventualità di realizzare una versione live-action de La sposa cadavere, il film d’animazione del 2005 diretto insieme a Mike Johnson.

La risposta non è stata un sì, ma nemmeno un rifiuto. Il regista ha spiegato di avere diverse idee in mente e molti progetti possibili, aggiungendo che l’esperienza gli ha insegnato a non prendere decisioni affrettate. Ha poi raccontato di trovarsi in un momento di apertura creativa, desideroso di capire quale sarà il suo prossimo lavoro. Parole che lasciano spazio alle interpretazioni, ma che non costituiscono l’annuncio di un remake. Al momento non esiste alcuna conferma di una nuova versione de La sposa cadavere, né sono stati comunicati dettagli su un’eventuale produzione o sul cast.

Tim Burton e il difficile rapporto con i ritorni al passato

L’ipotesi di un nuovo adattamento riporta al centro una questione che accompagna da tempo il cinema di Burton: quanto sia possibile tornare a un universo narrativo senza perdere ciò che lo rendeva speciale. Il regista non ha mai nascosto la propria prudenza nei confronti dei sequel. Nella stessa intervista ha ribadito di non aver mai sentito una reale necessità di realizzare un seguito di Nightmare Before Christmas. Diverso, invece, il caso di Beetlejuice Beetlejuice, arrivato nel 2024, a trentasei anni dal film originale.

In quell’occasione, Burton aveva ritrovato una storia e alcuni personaggi ai quali si sentiva ancora emotivamente legato. Non si trattava, nelle sue intenzioni, di riprendere un titolo soltanto perché conosciuto dal pubblico, ma di tornare a un mondo che aveva ancora qualcosa da offrirgli. È una distinzione importante anche nel caso de La sposa cadavere. Perché il film non è soltanto una storia che potrebbe essere raccontata con attori in carne e ossa: è un’opera la cui identità nasce proprio dall’animazione in stop-motion, dai movimenti dei personaggi, dalle atmosfere gotiche e da quel particolare equilibrio tra malinconia e ironia che attraversa il cinema di Burton.

La sposa cadavere, un classico che continua a parlare al pubblico

Uscito nel 2005, La sposa cadavere racconta la vicenda di Victor Van Dort, un giovane impacciato che, mentre prova le promesse di matrimonio in un bosco, infila accidentalmente un anello al dito di Emily, una misteriosa sposa defunta. Il gesto lo trascina nel regno dei morti, un universo paradossalmente più vivace e colorato di quello dei vivi. Da quel momento Victor si trova diviso tra Emily e Victoria, la ragazza che avrebbe dovuto sposare.

Con le voci originali di Johnny Depp, Helena Bonham Carter ed Emily Watson, il film ha conquistato nel tempo un posto particolare nella filmografia di Burton, grazie a una storia romantica che utilizza la morte non soltanto come elemento fantastico, ma anche per raccontare il desiderio, la solitudine e la capacità di lasciar andare.

Trasformare questo universo in un live-action significherebbe inevitabilmente confrontarsi con un linguaggio visivo che costituisce parte essenziale del suo fascino. Ed è forse proprio questa la domanda più interessante: non tanto se La sposa cadavere possa tornare al cinema, quanto quale forma potrebbe assumere senza perdere la propria identità.

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