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Fame, quando una serie TV ci insegnava ad avere il fuoco dentro

Un vecchio Fame Annual 1984 riaccende il ricordo di una serie fatta di musica, danza, amicizia e competizione. Sei stagioni che raccontavano il talento senza dimenticare la fatica necessaria per trasformarlo in un sogno.

ROMA – Fame annual 1984, libro curioso quanto intelligente, ci è stato regalato recentemente perché noi potessimo commuoverci ancora per una serie americana degli anni 80, da noi amatissima, vero punto di riferimento per eventuali nostre incursioni nel mondo dell’arte audiovisiva.  Del resto già quando la vedevamo ai suoi tempi e una stagione terminava, piangevamo per non condividere più la vita con veri e propri amici. Questi erano gli studenti di una scuola d’arte di New York, protagonisti insieme ai loro professori della serie: vita da artisti. Musica, danza, letteratura, teatro, gli allievi accettati a far parte della rinomata scuola dovevano affrontare tutto e tutti, per raggiungere i propri desideri e i propri obiettivi, a volte da soli, a volte, più spesso, in collaborazione. Ne uscì una serie geniale, divertente, formativa. Gioia pura, offerta dai ragazzi con le loro performance e il loro entusiasmo. Studenti come tutti gli altri, ma con il fuoco dentro l’anima.

Attraverso il libro, donatoci con amore lungimirante, abbiamo visualizzato e ricordato storie sempre accattivanti, problemi da risolvere mai banali per i ragazzi e i professori tesi a aiutarli. C’erano attori e attrici più o meno carismatici, ma il punto di Fame era il contesto, l’insieme che vedeva ballare tutti gli studenti nella mensa e poi nel teatro, nei corridoi della scuola, senza sottovalutare lo studio delle altre materie. Si studiava, si ballava, ci si divertiva, cercando di superare i propri limiti e quegli degli altri in una sana competizione, vera. Tante serie americane invasero in quegli anni lo schermo televisivo di mezzo mondo e erano sempre interessanti, ma, fidatevi, Fame era la migliore, amore per la vita e per l’arte, competizione e amicizia, al ritmo di balli scatenati. 

Viene da chiedersi come gli Stati Uniti possano generare tanta bellezza e insieme causare tante guerre, di difesa o meno non importa. Gli Stati Uniti sono forse, platonicamente, il male minore e, tra le cose migliori prodotte c’è invece il loro cinema e le loro serie degli anni 80, che ancora oggi vivono in noi grazie soprattutto ai doni da parte di una sensibilità comune. Fame annual 1984, omaggio e sintesi della stagione numero 3, prelude al ritrovamento delle altre annate, e infine alla visione di tutta la serie, composta da 6 stagioni. Una serie che trascinava e che, siamo convinti, possa trascinare i ragazzi di oggi, avidi di successo, ma soprattutto di far gruppo e di condividere il proprio talento.

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