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Il Diavolo veste Prada 2 domina il box office: debutto record in Italia (e non è che l’inizio)

Il sequel con Meryl Streep e Anne Hathaway incassa oltre 2,7 milioni in un solo giorno: miglior apertura del 2026 e numeri già da evento globale

ROMA – Miranda Priestly è tornata. E non è passata inosservata. Ce lo aspettavamo. Il Diavolo veste Prada 2 debutta nelle sale italiane e lo fa con numeri che parlano da soli: oltre 2,7 milioni di euro incassati nelle prime 24 ore e più di 341 mila spettatori. Un risultato che vale il miglior esordio del 2026 e che proietta il film direttamente tra i debutti più forti di sempre nel nostro Paese.

Il dato impressiona soprattutto se messo in prospettiva. Il primo capitolo del 2006 aveva aperto con meno di 500 mila euro, per poi crescere nel weekend. Il sequel, invece, ha quasi raggiunto in un solo giorno l’intero incasso del primo fine settimana dell’originale. E non è tutto. L’esordio italiano ha superato quello di blockbuster recenti come Barbie, fermo a poco più di 2,1 milioni nel primo giorno, e si è avvicinato a titoli come Inside Out 2 e Spider-Man: No Way Home. Numeri che certificano una cosa molto semplice: non si tratta solo di un sequel atteso, ma di un vero evento cinematografico.

Diretto ancora una volta da David Frankel, Il Diavolo veste Prada 2 riporta in scena il cast storico: Meryl Streep, Anne Hathaway, Emily Blunt e Stanley Tucci. A distanza di vent’anni, la storia si aggiorna: Miranda Priestly è ancora al comando della rivista Runway, ma deve fare i conti con un mondo cambiato, tra crisi della carta stampata, social media e nuovi equilibri nel sistema della moda.  Il ritorno di Andrea Sachs, ormai professionista affermata, e il nuovo ruolo di Emily Charlton completano un racconto che gioca apertamente con la memoria del pubblico, ma guarda anche al presente. Il successo non si misura solo nei numeri assoluti, ma anche nel confronto con gli altri titoli in sala. Nel giorno dell’uscita, il film ha staccato nettamente la concorrenza: il secondo classificato, il biopic Michael, si è fermato a poco più di 580 mila euro, mentre gli altri titoli sono rimasti molto distanti.

Un divario che conferma l’effetto traino del brand Il Diavolo veste Prada, capace di attirare un pubblico trasversale, ben oltre il target inizialmente associato alla commedia fashion. Le prospettive, secondo le prime analisi, sono altrettanto solide. Le prevendite per il ponte del Primo Maggio indicano sale già piene e un potenziale weekend da circa 10 milioni di euro. Se questi dati verranno confermati, il film potrebbe chiudere la sua corsa italiana tra i 25 e i 30 milioni complessivi, trasformandosi in uno dei maggiori successi dell’anno.

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