ROMA – Ci sono film che al momento dell’uscita sembrano passare quasi in sordina, per poi diventare col tempo opere sempre più solide e riconosciute. Cop Land appartiene esattamente a questa categoria. E ora, a quasi trent’anni dal debutto in sala, il crime drama diretto da James Mangold sarebbe pronto a tornare sotto forma di serie TV. Si tratterebbe di un progetto particolarmente interessante non solo per il valore del titolo originale, ma perché segnerebbe il ritorno di uno dei noir americani più sottovalutati degli anni Novanta in un formato – quello televisivo – perfetto per espandere il suo universo narrativo.
Quando uscì nel 1997, Cop Land fu accolto con rispetto ma senza clamore. Eppure il cast era impressionante: Sylvester Stallone, Robert De Niro, Harvey Keitel, Ray Liotta, Peter Berg e Michael Rapaport. Nel film, Stallone interpretava Freddy Heflin, sceriffo sovrappeso e semi-sordo di una piccola cittadina del New Jersey abitata quasi interamente da poliziotti di New York. Un uomo apparentemente marginale che si ritrova a indagare su una rete di corruzione e omertà dentro quella comunità chiusa e tossica. Negli anni, il film è stato progressivamente rivalutato come uno dei migliori lavori di Mangold e una delle prove attoriali più sorprendenti di Stallone.
Per Stallone, Cop Land rappresentò una svolta cruciale. Lontano dagli eroi larger-than-life di Rocky e Rambo, l’attore scelse un personaggio fragile, insicuro, quasi invisibile. Per interpretarlo ingrassò sensibilmente e rinunciò a ogni aura da action star. Una scelta rischiosa che oggi viene letta come uno dei momenti più coraggiosi della sua carriera. Molti osservatori ritengono ancora Freddy Heflin uno dei suoi ruoli migliori.
Trasformare Cop Land in serie TV appare una mossa naturale. Il film originale lavorava già su dinamiche corali: poliziotti corrotti, gerarchie interne, compromessi morali, legami familiari e una città-prigione costruita sul silenzio. Tutti elementi che in formato seriale potrebbero trovare uno sviluppo molto più ampio. Il contesto contemporaneo, inoltre, rende il materiale ancora più attuale. Negli ultimi anni il dibattito sul rapporto tra forze dell’ordine, abuso di potere e comunità chiuse è diventato centrale negli Stati Uniti. Una nuova Cop Land potrebbe rileggere quei temi con uno sguardo ancora più duro.
Per James Mangold il progetto avrebbe anche un valore simbolico. Oggi il regista è uno dei nomi più forti di Hollywood grazie a titoli come Logan, Ford v Ferrari, Indiana Jones e il quadrante del destino e il biopic su Bob Dylan A Complete Unknown. Tornare a Cop Land significherebbe però riallacciare il filo con una fase iniziale della sua carriera, più ruvida e legata al noir urbano.
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