ROMA – Non è una scelta neutra. E forse è proprio questo il punto. La prossima edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia avrà al centro uno sguardo preciso, riconoscibile, mai accomodante: quello di Maggie Gyllenhaal, chiamata a presiedere la giuria internazionale.
Un ritorno al Lido che ha il sapore di un cerchio che si chiude e, allo stesso tempo, si riapre. Era il 2021 quando Gyllenhaal presentava il suo esordio alla regia, The Lost Daughter, tratto da Elena Ferrante, conquistando il premio per la miglior sceneggiatura. Da allora, il suo percorso dietro la macchina da presa si è consolidato con un’identità sempre più definita, come dimostra anche The Bride!, rilettura contemporanea e dichiaratamente politica del mito di Frankenstein.
La sua nomina si inserisce in una traiettoria che negli ultimi anni ha visto alternarsi alla guida della giuria nomi come Isabelle Huppert, Julianne Moore e Cate Blanchett. Un segnale chiaro, che racconta un festival sempre più attento a voci capaci di attraversare il cinema, non solo di rappresentarlo.
Perché Gyllenhaal è questo: un percorso costruito nel tempo, senza scorciatoie. Dall’esordio che l’ha fatta conoscere al grande pubblico con Secretary, fino alla nomination agli Oscar per Crazy Heart, passando per titoli diventati cult come Donnie Darko e The Dark Knight. Un’attrice che ha sempre scelto ruoli scomodi, stratificati, spesso disturbanti. E che oggi porta quella stessa complessità nel suo modo di fare cinema.
Mettere una figura così alla guida della giuria significa anche ridefinire cosa ci si aspetta da uno sguardo critico: meno sentenze, più domande. Meno distanza, più coinvolgimento. Non tanto stabilire cosa è giusto o sbagliato, ma provare a capire cosa un film riesce a muovere, dentro e fuori lo schermo.
In un momento in cui il cinema cerca nuove direzioni, Venezia sembra scegliere ancora una volta di affidarsi a chi non ha paura di cambiare prospettiva. E forse è proprio da qui che passa la sua forza: non nel confermare, ma nel continuare a interrogare. La 84ª edizione della Mostra si terrà dal 2 al 12 settembre, con il programma che verrà annunciato a luglio. Ma una cosa è già chiara: quest’anno, più che mai, il cuore del festival sarà nello sguardo di chi guarda.
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