ROMA – Ci sono incroci che il cinema sfiora per anni senza mai concretizzarli. E poi, all’improvviso, succedono. Quentin Tarantino e Sylvester Stallone, due nomi che hanno attraversato Hollywood seguendo traiettorie completamente diverse, starebbero per lavorare insieme per la prima volta a un progetto comune. Secondo le indiscrezioni emerse nelle ultime ore, i due sarebbero coinvolti nello sviluppo di una serie televisiva che li vedrebbe impegnati entrambi in cabina di regia, segnando un incontro creativo che fino a oggi era rimasto solo potenziale. 
Il progetto, ancora avvolto da molti dettagli non confermati, dovrebbe prendere la forma di una miniserie in sei episodi ambientata negli anni Trenta, con un immaginario che richiama direttamente i territori narrativi cari a entrambi: gangster, boxe, musica, figure marginali. Non solo. Tra le suggestioni più curiose emerse, anche quella di un’estetica radicale: la serie potrebbe essere girata in bianco e nero, utilizzando cineprese d’epoca, un dettaglio che, se confermato, darebbe al progetto un’identità visiva molto marcata e coerente con l’ossessione filologica di Tarantino. 
Uno degli elementi più interessanti riguarda proprio il ruolo di Stallone. L’attore non dovrebbe comparire in scena, ma limitarsi — si fa per dire — al lavoro creativo, affiancando Tarantino nella regia e nello sviluppo del progetto. Una scelta che si inserisce in una fase della carriera dell’attore sempre più orientata verso la produzione e la scrittura, dopo decenni passati a incarnare icone dell’action come Rocky e Rambo. L’idea di vedere Tarantino e Stallone collaborare ha qualcosa di inevitabile, ma anche di sorprendente. I due, negli anni, si sono sfiorati più volte senza mai incrociarsi davvero: Stallone ha rifiutato in passato alcune proposte legate al cinema di Tarantino, lasciando sempre aperta la sensazione di un incontro mancato.
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