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INTERVISTE I Massimo Nicolini: «La recitazione? All’inizio volevo fare il giocatore di basket».

È venuto in redazione Massimo Nicolini per parlare del suo percorso e di Le Libere Donne, diretta da Michele Soavi, in onda su Rai 1 dal 10 marzo.

ROMA – È venuto a trovarci in redazione Massimo Nicolini, che ha parlato del suo personaggio nella serie TV Le Libere Donne, in onda su Rai 1 dal 12 marzo, raccontandoci subito che si tratta di un personaggio inventato: il villain, il cattivo della serie. Una parte che per lui è stata molto divertente da interpretare, quella di un uomo estremamente narcisista, con zero empatia. Nicolini spera che la serie possa far riflettere il pubblico sui numerosi temi che affronta, come il rapporto tra normalità e follia, i rapporti di genere, la tematica del patriarcato e il contesto storico in cui la storia è ambientata. L’attore ci ha poi parlato anche della sua formazione teatrale e delle differenze che ha riscontrato tra il lavoro davanti alla telecamera e quello sul palco.

Ambientata tra Lucca e Viareggio durante la Seconda Guerra Mondiale, la serie racconta la storia di un medico anticonformista che sfida le regole di un ospedale psichiatrico femminile per difendere la dignità delle sue pazienti. Protagonista della storia è Mario Tobino (Lino Guanciale), psichiatra e poeta che lavora nel manicomio femminile di Maggiano. Tornato dal fronte libico durante la guerra, Tobino adotta un approccio innovativo e umano verso le pazienti, evitando le terapie più aggressive utilizzate all’epoca. Nel manicomio incontra Margherita Lenzi (Grace Kicaj), giovane donna internata dal marito contro la sua volontà. Il medico sospetta che non sia affetta da malattia mentale ma vittima di violenze e ingiustizie. Tra i due nasce un legame profondo che porterà Tobino a sfidare il sistema e a mettere a rischio la propria carriera pur di difendere la verità.

QUI IL LINK PER L’INTERVISTA INTEGRALE:

 

 

 

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