ROMA – Christian Petzold ci racconta Miroirs No. 3 – Il mistero di Laura, presentato alla Quinzaine des Cinéastes e al cinema dal 26 febbraio in versione originale sottotitolata. Un film che non mostra la catastrofe, ma ciò che resta dopo. Una storia di dissociazione e rinascita, di famiglie che si ricompongono attraverso silenzi, di identità che si costruiscono dentro una finzione. Con il regista abbiamo parlato della scena centrale del pianoforte, del significato del finale e del cinema come spazio in cui si impara non a vivere, ma a sopravvivere.
Miroirs No. 3 – il mistero di Laura è ambientato durante una gita in campagna. Laura, giovane studentessa a Berlino, sopravvive miracolosamente a un incidente stradale nel quale perde la vita il suo compagno. Profondamente scossa ma fisicamente illesa, viene accolta da Betty, una donna che ha assistito all’incidente e che le offre rifugio nella propria casa.
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