ROMA – Dopo anni di sequel, reboot e ripartenze parziali, il prossimo capitolo di Terminator si prepara a cambiare davvero pelle. James Cameron ha confermato in un’intervista a The Hollywood Reporter che Arnold Schwarzenegger non farà parte del nuovo film in lavorazione, segnando un passaggio simbolico ma anche narrativo: per la prima volta, il franchise proverà a camminare senza l’attore che ne è stato il volto più riconoscibile. A chiarire la linea è stato lo stesso Cameron, che in un’intervista ha chiuso la porta a un’ulteriore apparizione del T-800: «Posso dire con certezza che non ci sarà». Una presa di posizione netta, motivata con l’esigenza di rinnovare l’immaginario della saga: «È tempo di una nuova generazione di personaggi».
Il regista ha anche rivendicato la scelta fatta con Terminator: Dark Fate (2019), dove aveva voluto Schwarzenegger in modo esplicito: «Ho insistito perché Arnold fosse coinvolto… ed è stata una grande chiusura per lui nei panni del T-800». Da qui, l’idea che proseguire con lo stesso perno rischierebbe di trasformare il ritorno in ripetizione.
Cameron spiega che la direzione, adesso, è un’altra: ampliare l’orizzonte concettuale di Terminator. «Serve un’interpretazione più ampia di Terminator e dell’idea di una guerra nel tempo e di una super intelligenza. Voglio fare cose nuove che la gente non sta immaginando». Una dichiarazione che, più che anticipare trama o personaggi, definisce l’obiettivo: tornare a usare la saga come terreno di fantascienza “in avanti”, non come museo delle sue icone. Sul calendario, Cameron non ha dato date né dettagli produttivi, ma ha indicato la finestra in cui intende concentrarsi sul progetto: una volta «che si posa la polvere» sul fronte Avatar, dice, inizierà il lavoro sul nuovo Terminator.
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