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Per Leonardo Di Caprio l’IA non potrà mai essere arte: «Serve umanità»

Durante la stagione dei premi, Leonardo Di Caprio, protagonista con Una battaglia dopo l’altra, è andato contro l’IA.

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ROMA – Che l’IA stia ormai conquistando sempre più spazio in ogni ambito della nostra vita, compreso quello artistico, è ormai dato di fatto. Per Leonardo Di Caprio, però, si tratta di un terreno che non potrà mai essere sostituito completamente: pur riconoscendo che l’intelligenza artificiale possa diventare uno strumento di potenziamento, l’attore ritiene che l’arte resti un’espressione profondamente umana.

Durante un’intervista con il Time, che lo ha nominato Entertainer of the Year, Di Caprio ha affermato che L’IA «potrebbe essere uno strumento di potenziamento per un giovane regista, permettendogli di creare qualcosa che non abbiamo mai visto prima» ma che comunque non crede possa mai essere definita arte. La principale motivazione per cui il premio Oscar non crede che l’IA possa sostituire l’essere umano nell’arte è semplice: secondo lui, l’arte è tale proprio perché profondamente radicata nell’esperienza umana. «Penso che qualsiasi cosa considerata autenticamente arte debba provenire dall’essere umano», ha spiegato Di Caprio. L’attore ha poi fatto riferimento alle canzoni mashup generate dall’IA: «Sono assolutamente brillanti e ti fanno dire: «Oh mio Dio, questo è Michael Jackson che fa The Weeknd», oppure «Questo è il funk della canzone degli A Tribe Called Quest Bonita Applebum, fatto con una sorta di voce soul alla Al Green, ed è brillante . E tu dici: “Forte.” Ma si prende solo i suoi 15 minuti di celebrità e poi svanisce nell’etere insieme ad altra spazzatura di Internet. Non ha radici. Non ha umanità, per quanto brillante sia». Quest’anno L’IA ha preso sempre più campo infatti e  la SAG-AFTRA e numerosi attori hanno contestato la decisione di uno studio di talenti basato sull’IA di voler rappresentare Tilly Norwood, un’attrice generata al computer. Anche Guillermo del Toro ha espresso la sua opinione durante i Gotham Awards, affermando che il suo Frankenstein è stato realizzato «per gli esseri umani, dagli esseri umani», per poi lasciare il palco esclamando: «Fan**lo l’IA».

L’intelligenza artificiale è ormai un tema centrale nel dibattito tra attori e registi, dividendo profondamente le opinioni: c’è chi la considera una tecnologia utile, capace di offrire nuove opportunità, e chi invece la percepisce come l’inizio di un declino inarrestabile che porterà l’umanità alla disumanizzazione e a una possibile minaccia per il suo futuro. Che l’IA sia un’opportunità o una minaccia, il dibattito è destinato a intensificarsi.

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