ROMA – Appena uscito nelle sale italiane (il 25 settembre) Leonardo DiCaprio ha spiegato perché il botteghino di Una battaglia dopo l’altra avrà un peso decisivo: non solo per la tenuta del film, ma come segnale all’industria. L’attore, alla sua prima collaborazione con Paul Thomas Anderson, ha sottolineato che il regista ha girato «in VistaVision» per un’esperienza immersiva «diversa da ciò con cui siamo stati saturati» e, proprio per questo, «il botteghino è molto importante». Il film – distribuito da Warner Bros. – arriva con ottime premesse critiche: al momento è segnalato come Certified Fresh su Rotten Tomatoes con un punteggio intorno al 97–98%. Un’accoglienza che alimenta subito conversazioni da stagione dei premi.
Dietro all’insistenza sull’importanza degli incassi c’è anche la dimensione produttiva dell’operazione: si tratta del budget più alto nella carriera di Anderson, stimato fra i 130 e i 175 milioni di dollari. Un impegno che rende decisivo il riscontro in sala. Le prime stime parlano di un’apertura intorno ai 20 milioni di dollari sul mercato statunitense e circa 50 milioni globali nel primo weekend, numeri osservati con attenzione da studio e analisti.
Il film in breve
Ispirato a Vineland di Thomas Pynchon, Una battaglia dopo l’altra segue Bob Ferguson (DiCaprio), ex rivoluzionario costretto a tornare in azione quando il colonnello Lockjaw (Sean Penn) rapisce la figlia Willa (Chase Infiniti). Nel cast figurano anche Benicio del Toro, Regina Hall, Teyana Taylor e Alana Haim. Anderson abbraccia un impianto action politico girato in VistaVision e ambientato tra presente e passato del protagonista.
L’eco di critica e addetti ai lavori
Nelle interviste promozionali, DiCaprio e il cast legano il film a temi contemporanei – manipolazione dell’informazione, polarizzazione politica – e raccontano la lavorazione “alla grande” voluta da Anderson. Tra gli endorsement più rumorosi, quello di Steven Spielberg, che avrebbe elogiato il film e rivisto alcune sequenze più volte.
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