ROMA – Dopo Megalopolis, il film che ha segnato il suo ritorno più ambizioso (e personale), Francis Ford Coppola non ha nessuna intenzione di fermarsi. Anzi, è già pronto a partire con il prossimo progetto: The Glimpses of the Moon, adattamento dell’omonimo romanzo di Edith Wharton. Un film diverso, più piccolo nelle intenzioni e nei costi, ma con lo stesso desiderio di libertà creativa che ha guidato la sua carriera fin dagli anni ’70.
C’è solo – paradossalmente – un ostacolo: i finanziamenti. Dopo aver investito circa 120 milioni di dollari di tasca propria per Megalopolis, arrivando persino a vendere parte della sua attività vinicola, Coppola ha ammesso candidamente: “Non ho più soldi. Ho usato tutto quello che avevo”.
UN MUSICAL DIVERSO DAL SOLITO
Glimpses of the Moon sarà un film profondamente diverso da Megalopolis: Coppola lo descrive come una commedia romantica musicale ambientata negli anni Trenta, con uno stile visivo ispirato al cinema dell’epoca e “forti elementi di danza”. Il riferimento principale? The Awful Truth, classico del 1937 con Cary Grant e Irene Dunne. Coppola, però, vuole adattare tutto con un tocco personale, incluso il finale del romanzo originale, che ha definito “troppo debole”.
Il film racconta la storia di Susy e Nick Lansing, due giovani che si sposano per convenienza e decidono di separarsi se si presenta un’opportunità economica migliore. Ma durante la luna di miele – tra soggiorni a Venezia e sul Lago di Como – i due scoprono che i sentimenti sono più forti dei patti. È una riflessione sul compromesso, sull’amore e sulle scelte, raccontata con leggerezza ma senza superficialità.
IL FILM È PRONTO A PARTIRE, MA SERVE UN PRODUTTORE
Secondo le parole dello stesso Coppola, la sceneggiatura è finita, la pre-produzione è completa, il film potrebbe iniziare le riprese anche domani. Manca solo una cosa: qualcuno disposto a crederci. E a finanziarlo.
Non si parla di un budget colossale. Anzi, Coppola lo definisce “un film dal budget contenuto”, anche se non è stato comunicato alcun numero ufficiale. L’unica certezza è che, questa volta, il regista non potrà metterci del suo: “Ho speso tutto per Megalopolis. Non ho altro da investire”.
Nel frattempo, Coppola vive in Inghilterra, ospite nella casa di un amico conosciuto a Tulsa. E lavora quotidianamente al progetto, scrivendo, correggendo, perfezionando. Nonostante le difficoltà, l’entusiasmo non sembra essersi spento. Anzi, Glimpses of the Moon potrebbe rappresentare proprio ciò che Megalopolis non è stato: un film più intimo, meno titanico, ma forse ancora più vicino alla sensibilità di chi l’ha immaginato.
UNA NUOVA SCOMMESSA
Non è la prima volta che Francis Ford Coppola si ritrova a inseguire una visione con mezzi limitati. È accaduto anche con Apocalypse Now, Tucker, The Cotton Club. Eppure, ogni volta, l’arte ha trovato la sua strada. Oggi, a distanza di oltre 50 anni da Il Padrino, quella strada è ancora viva.
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