ROMA – È passato a trovarci in redazione Tommaso Basili, protagonista di un momento particolarmente intenso e significativo della sua carriera. L’attore ci ha raccontato con sincerità e lucidità il periodo che sta attraversando, tra nuove consapevolezze artistiche e importanti esperienze internazionali che stanno contribuendo a definire sempre di più il suo percorso professionale. Al centro della conversazione, il suo coinvolgimento in The Beauty, progetto che lo ha portato a confrontarsi con una delle figure più visionarie e riconoscibili del panorama audiovisivo contemporaneo: Ryan Murphy. Basili ha descritto il set come una vera e propria “messa in scena affascinante e surreale”, un ambiente creativo in cui ogni dettaglio contribuiva a costruire un universo estetico potente e immersivo.
Un aspetto che lo ha particolarmente colpito è stato il metodo di ripresa: sul set si girava con sei camere contemporaneamente, due delle quali posizionate in punti non dichiarati agli attori. Una scelta che, come ha raccontato Basili, contribuiva a mantenere alta la tensione scenica e a restituire una maggiore autenticità alle interpretazioni. Non sapere esattamente dove si trovasse l’obiettivo significava restare costantemente dentro la scena, in uno stato di presenza totale, quasi teatrale ma amplificato dal linguaggio cinematografico.
Nel corso dell’intervista, Basili ha anche condiviso una riflessione più ampia sul sistema produttivo italiano. Secondo lui, in Italia sarebbe auspicabile una maggiore apertura verso progetti più rischiosi, capaci di osare sia dal punto di vista narrativo che produttivo. L’attore ha sottolineato quanto sia importante raccontare storie che non si limitino a esplorare esclusivamente l’identità italiana, ma che sappiano dialogare con un pubblico internazionale, parlando un linguaggio universale. Non si tratta di rinunciare alle proprie radici, ma di ampliare lo sguardo, di costruire ponti culturali attraverso il racconto. Formatosi in Italia, Tommaso Basili porta con sé un bagaglio fatto di studio, disciplina e una crescente serie di collaborazioni internazionali che stanno arricchendo la sua visione artistica. Ha ammesso di aver capito “tardi” di voler fare l’attore, ma forse è proprio questa maturità acquisita nel tempo ad avergli permesso di affrontare il mestiere con maggiore consapevolezza e determinazione.
Qui l’intervista video realizzata da Dario Cangemi.





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