ROMA – Durante il Bif&st abbiamo incontrato Barbara Bouchet ed Emanuela Piovano per parlare di Finale: Allegro, un film che attraversa il tempo, il desiderio e la possibilità di cambiare anche quando sembra troppo tardi. Al centro c’è Karina, una donna che ha già vissuto molto e che crede di aver ormai deciso tutto del proprio futuro. Ma l’arrivo di nuove presenze e il ritorno di un amore rimettono in movimento ciò che sembrava fermo, aprendo uno spazio inatteso tra memoria, corpo e possibilità. Con loro abbiamo parlato della costruzione di un personaggio che vive nei silenzi e nei gesti, di un amore raramente raccontato sullo schermo e del ruolo della musica, che nel film diventa una vera e propria voce. Un dialogo intimo su fragilità, controllo e trasformazione, dentro il contesto del Bif&st, che si conferma ancora una volta luogo di incontro e riflessione sul cinema.
La trama di Finale: Allegro racconta la storia di Karina che ha avuto successo, amori difficili e una vita intensa. Ora vive sola con il suo pianoforte e il gatto Veleno, convinta di aver già deciso cosa fare del tempo che le resta. Ma il passato torna a bussare, una giovane collaboratrice domestica entra nella sua quotidianità, e l’amore impossibile per Elena chiede ancora spazio. Tra imprevisti e piccoli tradimenti, Karina scopre che anche a un passo dal finale può esistere un nuovo inizio.
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