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VIDEO I Celeste Dalla Porta: «L’esperienza di Parthenope e il ruolo che oggi vorrei fare»

Dal mito alla realtà: l’attrice rivelazione racconta il lavoro con Sorrentino, l’incanto di Napoli e il ruolo che sogna

Celeste Dalla Porta all'Ischia film festival

ROMA – Ci sono film che segnano un’epoca e attrici che sembrano nate per incarnarli. Parthenope di Paolo Sorrentino è uno di quei film, e Celeste Dalla Porta – che ne è l’anima inquieta, radiosa e misteriosa – è probabilmente una di quelle attrici. «È un momento particolare della mia vita – racconta – e sono onorata per tutti questi riconoscimenti. Ogni viaggio, ogni festival, è un tassello prezioso». La vera svolta ha un nome e un cognome: Paolo Sorrentino. «Lavorare con lui è stato fortificante. Mi ha sempre trattata come una professionista, mai come un’attrice esordiente. E questo mi ha dato la forza di dare tutto. Quando ho letto per la prima volta la sceneggiatura mi sono catapultata subito nel suo immaginario. E poi, guidata da lui e da un team di grandi professionisti, ho trovato la mia Parthenope».

Un personaggio sospeso tra mito e realtà, che però, come svela l’attrice, Sorrentino le ha chiesto di tenere ben ancorato al terreno: «Mi ha consigliato di non associare troppo Parthenope al mito. Di raccontare piuttosto la storia vera di una donna che cresce, che sceglie, che vive. E così ho fatto. Solo dopo, rivedendo il film, ho colto i fili invisibili che legano mito e quotidiano. Napoli stessa è già mito». E a proposito di Napoli… Celeste ne parla come si parla di una persona amata: «Mi porto dentro l’azzurro del mare, il cielo, i profumi. Le lunghe camminate da sola per capire di più, anche se alla fine ho capito che Napoli non puoi possederla. È una città che cambia, che sfugge. È libera». E non solo: «Sul set ho vissuto momenti indimenticabili. L’incontro con Silvio Orlando all’università è quello a cui sono più legata: lì Partenope mostra tutta la sua passione, la sua volontà, il suo amore». Quanto ai sogni futuri, Celeste Dalla Porta li lascia fluttuare nell’aria come una promessa da realizzare: «Mi piacerebbe interpretare ruoli femminili sempre più veri, profondi, complessi. E sogno anche un bel viaggio lontano…».

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