ROMA – Durante un viaggio, un uomo investe accidentalmente un cane. La moglie, turbata, interpreta l’episodio come un segno del destino. Ma quello che sembra un evento casuale diventa il punto di partenza per una storia di ossessioni, sensi di colpa e giustizia incompiuta. Il meccanico Vahid crede di riconoscere, dal rumore di una gamba finta, Eghbal – un ex agente di sicurezza responsabile delle torture subite durante la sua prigionia politica anni prima. Non avendolo mai visto in volto, l’uomo intraprende una ricerca ostinata, interrogando amici, colleghi e testimoni nella speranza di scoprire la verità. Ma ogni indizio lo porta a confrontarsi con i limiti della memoria e con la sottile linea che separa il bisogno di giustizia dal desiderio di vendetta.
Con Un semplice incidente, Jafar Panahi torna a riflettere sulla libertà individuale e sulla fragilità morale dell’uomo comune, costruendo un film di apparente semplicità formale ma di grande densità etica. Girato in ambienti quotidiani, con uno sguardo asciutto e controllato, il regista iraniano intreccia realismo e allegoria per raccontare come il passato, anche quando sembra dimenticato, continui a bussare al presente. Nelle sale italiane dal 6 novembre, Un semplice incidente è una riflessione lucida e struggente sul peso della memoria e sulla necessità, a volte impossibile, del perdono. Ecco il trailer:





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