ROMA – Non serve una ghianda per tornare a Panem: basta il primo trailer di Hunger Games: Sunrise on the Reaping. E il ritorno è di quelli che fanno male. Il prequel della saga tratta dal nuovo romanzo di Suzanne Collins riapre una pagina leggendaria ma poco raccontata: la 50ª Mietitura, quella che ha segnato la vita – e le cicatrici – di Haymitch Abernathy, futuro mentore di Katniss e icona disillusa dei distretti.
Le prime immagini rivelano un mondo ancora più spietato: Capitol City appare più opulenta e feroce, mentre il Distretto 12 è un cumulo di cenere, polvere e rassegnazione. La mietitura non è solo un rituale: è una condanna che il trailer restituisce con un tono quasi documentaristico. E al centro, un Haymitch giovanissimo, trascinato nell’arena in un racconto che sarà personale, feroce e politico come tutti gli altri capitoli.
Francis Lawrence, già regista delle opere più mature della saga, sembra voler spingere ancora oltre l’idea degli Hunger Games come dispositivo di controllo e spettacolo. Nel trailer non c’è spazio per l’eroismo, ma solo per la sopravvivenza: la telecamera pedina il protagonista tra ombre, spazi angusti e un’arena che appare più come un incubo che come uno show.
La sensazione è chiara: Sunrise on the Reaping vuole raccontare la nascita del mito di Haymitch, ma anche lo smascheramento definitivo della brutalità di Capitol. Un ritorno alle origini che è tutt’altro che nostalgico e che apre la strada a un nuovo capitolo del franchise – più adulto, più crudo, più politico.
L’appuntamento in sala? Nel 2026. E sì: il conto alla rovescia è ufficialmente partito.
- VIDEO | Guarda qui il trailer di Sunrise on the Reaping:
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