SANREMO – Sul palco del Teatro Ariston, Serena Brancale ha regalato uno dei momenti più intensi e autentici della prima serata di Sanremo 2026. Con la sua nuova canzone, Qui con me, l’artista si è aperta al pubblico come mai prima, mostrando un dolore profondo e un amore che attraversa il tempo. La canzone racconta un legame indissolubile con sua madre, scomparsa nel 2020, trasformando il palco in un luogo di intimità, memoria e condivisione. Rispetto all’anno scorso, quando aveva conquistato il pubblico con il lato più pop e ritmato di Anema e core, Brancale sceglie oggi un percorso diverso: un lento meditativo, essenziale, sospeso tra silenzi e note cariche di sentimento. Il vestito bianco che indossa sembra riflettere la purezza del messaggio, e ogni suo gesto, dallo sguardo rivolto al cielo ai movimenti delicati delle mani, diventa un dialogo silenzioso con la madre assente ma ancora presente nel cuore.
SANREMO 2026: Serena Brancale con “Qui con me”
Visibilmente emozionata, la Brancale introduce il brano con uno sguardo pieno di affetto verso la sorella Nicole, maestro d’orchestra e guida sul palco. La sua voce, fragile e tremante a tratti, racconta più di mille parole: ogni nota, ogni respiro sembra trasportare un frammento di memoria, un ricordo custodito con amore e dolore per sei anni. Il pubblico, catturato dall’intensità dell’esibizione, risponde con un applauso caloroso, trasformando l’Ariston in un coro collettivo che avvolge l’artista in un abbraccio universale. Qui con me è una lettera d’amore trasformata in canzone. Le parole della cantante scorrono come confidenze intime: “E ti parlo come se mi stessi accanto… due gocce d’acqua non si perdono nel mare mai”. La musica diventa un ponte tra chi canta e chi ascolta, un mezzo attraverso cui il dolore si trasforma in bellezza e le lacrime in empatia. La presenza di chi non c’è più si percepisce tra le note, tangibile nella forza della memoria e nel senso di vicinanza che la canzone trasmette.

Tra le parole cantate emergono frammenti di vita condivisa: la madre che la spronava a studiare, che rendeva la musica il cuore della famiglia. Serena, in un’intervista di qualche anno fa, aveva raccontato: “Oggi sarebbe felice per me. Sarebbe dietro le quinte, a guardarmi e a piangere. So che c’è ancora, che mi aiuta a stare meglio.” In Qui con me, quelle parole si fanno melodia e respiro, e si trasformano in emozione pura, che raggiunge il pubblico con la stessa intensità con cui l’artista l’ha vissuta. Quando la musica si ferma e le luci si accendono, Serena Brancale si lascia andare a una commozione spontanea, aprendo le braccia verso il pubblico e raccogliendo un applauso che sembra non voler finire. Qui con me è un omaggio alla memoria, alla famiglia, ai legami che nessuna distanza può spezzare. È la testimonianza di un amore che sopravvive alla perdita, un invito a guardare oltre l’assenza e a sentire chi ci è caro ancora presente, in ogni nota, in ogni respiro.
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