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RECENSIONI I Romería: un viaggio nel passato alla ricerca di sé

Un’indagine sulle origini che diventa attraversamento emotivo di una memoria familiare incompleta e stratificata. Dall’11 giugno al cinema.

ROMA – Con Romería, Carla Simón firma un’opera intima e profondamente personale che affronta il tema dell’identità attraverso il viaggio di una giovane donna alla ricerca delle proprie radici. Più che una semplice ricostruzione familiare, il film diventa un percorso emotivo in cui passato e presente si intrecciano continuamente, lasciando emergere ferite mai completamente rimarginate. La protagonista Marina arriva a Vigo per ottenere un documento necessario ai suoi studi, ma quella che dovrebbe essere una formalità burocratica si trasforma presto in un confronto con una parte della sua storia che le è sempre stata estranea. L’incontro con i parenti paterni apre infatti la porta a ricordi, silenzi e verità rimaste a lungo nascoste, legate alla figura dei suoi genitori e alla loro prematura scomparsa.

Un’immagine tratta dal film

Simón sceglie una narrazione frammentaria e contemplativa, costruita attraverso immagini, ricordi e suggestioni che restituiscono il senso di smarrimento della protagonista. Il paesaggio della Galizia non è soltanto uno sfondo, ma una presenza costante che accompagna il cammino interiore di Marina. Il mare, la luce e gli spazi aperti riflettono il suo desiderio di comprendere chi sia davvero e quale posto occupi all’interno di una famiglia che sente vicina e distante allo stesso tempo.

Al centro del racconto c’è una giovane donna che cerca di dare un significato alle assenze che hanno segnato la sua vita e di riconciliarsi con una storia che non ha vissuto direttamente ma che continua a influenzarla. Carla Simón accompagna la sua protagonista lungo un percorso fatto più di sensazioni che di certezze, lasciando che siano i silenzi, gli spazi e i volti a raccontare ciò che le parole non riescono a esprimere. Ne emerge un film delicato e personale, che trova nella sua dimensione più intima la capacità di parlare anche a chiunque abbia cercato, almeno una volta, di fare i conti con le proprie origini.

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