ROMA – C’è un momento — spesso, troppo tardi — in cui le immagini che vediamo sullo schermo rivelano ciò che siamo disposti a guardare. Nel nuovo trailer di Pinocchio: Unstrung, il burattino nato dalla penna di Carlo Collodi non sogna più di essere un bambino vero: diventa un assassino implacabile, spinto da un desiderio di carne e sangue che spezza ogni filo di innocenza. Dai creatori di Winnie the Pooh: Sangue e miele arriva questa reinterpretazione spietata di un classico dell’infanzia, che trasforma il legno animato in un simbolo di terrore puro. Il trailer, appena diffuso, non risparmia nulla: atmosfere macabre, tensione slasher e la promessa di un protagonista in lotta — o in rivolta — contro la sua stessa natura. Lontano dalla fiaba ottocentesca che ha accompagnato generazioni, Unstrung si inserisce nel cosiddetto Twisted Childhood Universe, una tendenza cinematografica che rileggere icone dell’infanzia in chiave horror, spesso estrema e violenta. In questo universo narrativo, personaggi un tempo benigni si trasformano in figure inquietanti, capaci di incutere timore in un pubblico che credeva di conoscerli.
Nel trailer, Pinocchio non è più solo un burattino di legno con il desiderio di diventare umano: è uno spettro feroce, guidato da pulsioni che lo spingono su una traiettoria di violenza. Elementi come l’ossessione per la propria umanità, qui, non sono metafora di crescita, ma motore di un’inarrestabile scia di sangue. La presenza nel cast di figure note del genere horror — tra cui Robert Englund, volto iconico della saga Nightmare — rafforza l’idea di un’operazione tesa a far dialogare l’estetica slasher con l’immaginario popolare. Seguendo questa corrente, la pellicola non si accontenta di shockare: si propone di ribaltare il paradigma narrativo di uno dei personaggi più amati della letteratura per ragazzi, portandolo nelle zone più oscure della psiche e del mito. È inevitabile che un progetto del genere sollevi domande sulla direzione creativa contemporanea: fino a che punto è possibile spingere nella riscrittura di figure iconiche? Quando l’innocenza diventa materia da horror, cosa stiamo davvero scegliendo di raccontare?
Guarda qui il trailer in inglese:






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