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Paolo Cognetti. Sogni di Grande Nord | L’uomo, la natura e un documentario folgorante

Un’opera profonda e mistica, diretta dal bravo Dario Acocella. Al cinema il 7, 8 e 9 giugno

Paolo Cognetti. Sogni di Grande Nord
Paolo Cognetti, il Magic Bus e un momento di Sogni di Grande Nord

ROMA – L’esperienza, se pur trasmessa grazie al cinema, resta impressa. Sarà che i tempi sono (o)scuri, sarà che un viaggio così l’abbiamo sognato mille volte e mille volte lo abbiamo messo da parte. Un po’ per paura, un po’ per pigrizia, un po’ per l’attrattiva di viaggi più “comodi”. Eppure, quello raccontato nel docu-film Paolo Cognetti. Sogni di Grande Nord, diretto da Dario Acocella (che avevamo intervistato qui), è un viaggio che – materialmente e idealmente – andrebbe fatto, almeno una volta nella vita. Ed ecco che il folgorante documentario (in sala il 7, 8 e 9 giugno) propone un percorso unico, dal potente impatto visivo, che ci porta sulle orme di grandi della letteratura americana come Ernest Hemingway, Carver, H.D. Thoreau, Jack London, Herman Melville e Chris McCandless.

Sul set di Paolo Cognetti. Sognando il Grande Nord
Sul set di Paolo Cognetti. Sognando il Grande Nord

Ad accompagnarci in questa straordinaria esperienza cinematografica e narrativa, dalle Alpi all’Alaska, lo scrittore Paolo Cognetti, affiancato dall’amico viaggiatore e illustratore Nicola Magrin. Il Premio Strega, tanto innamorato dei grattacieli infiniti di New York quanto delle nobili vette alpine (tanto che vive in Val d’Aosta), riesce a dare corpo e voce alle parole dei maestri di formazione, ripercorrendo i luoghi simbolo: la tomba di Carver a Port Angeles, Washington, come inizio del viaggio, e il Magic Bus di McCandless, in Alaska (e ora conservato al Museum of the North) come assoluta e metaforica meta finale. In mezzo, la potenza della natura, con la sua evocazione e la sua onniscenza, avvicinata dal regista grazie allo spirito dello scrittore, fatto di colore e celebrazione.

sogni di grande nord
Cognetti, Magrin, Acocella e il Magic Bus

Sogni di Grande Nord, in poco meno di novanta minuti, diventa racconto libero, empirico e vero: Paolo e Nicola, da Milano a Vancouver, e poi su un un camper preso in affitto, fino al 49º Stato degli USA. In mezzo, frammenti, capoversi e le immagini girate da Acocella, lungo la strada che porta ai grandi maestri: il Klondike di Jack London; i laghi pescosi di trote di Hemingway; la natura selvaggia di Thoreau. Leggende e luoghi di cui Cognetti raccoglie l’essenza, lasciandosi guidare dalla parabola di Chris McCandless di Into The Wild, icona che lo ha sempre ispirato nel suo percorso personale e che lo ha portato a essere tra gli ultimi viaggiatori a raggiungere un mausoleo mistico, aureo e senza tempo, che da sessant’anni è il simbolo della ricerca di una nuova frontiera, in cui l’uomo e la natura sono davvero un’unica cosa.

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Qui la nostra intervista a Dario Acocella:

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