ROMA – Ci sono storie che non si possono raccontare con leggerezza. Storie che il cinema sceglie di affrontare non per intrattenere, ma per ricordare. 40 Secondi, il nuovo film di Vincenzo Alfieri, è una di queste: un’opera che non ricostruisce solo la tragedia di Willy Monteiro Duarte, ma ci costringe a guardare in faccia l’indifferenza, il silenzio e le piccole violenze quotidiane che attraversano la nostra società.
Nel nostro corner alla Festa del Cinema di Roma, Alfieri ci ha raccontato l’emozione di portare sullo schermo una storia così dolorosa e ancora viva. “Mi ha spinto l’indifferenza davanti al male”, ha spiegato. Un’indifferenza collettiva, quotidiana, che diventa il vero tema del film. Perché 40 Secondi non racconta solo una tragedia, ma il modo in cui ognuno di noi reagisce – o sceglie di non reagire – davanti all’ingiustizia.
Alfieri non cerca la spettacolarizzazione: il suo è un racconto asciutto, empatico, che parla di banalità del male, di rabbia e fragilità, ma anche di coraggio e umanità. Con un cast che unisce Francesco Di Leva, Enrico Borello, Francesco Gheghi e giovani scelti tramite street casting – tra cui Justin De Vivo nel ruolo di Willy – il film diventa uno specchio della nostra società, quella in cui la violenza nasce dal bisogno distorto di sentirsi forti.
“Ho voluto dare voce anche alla provincia”, ci ha raccontato Alfieri. “Perché è lì che si formano le coscienze, dove si imparano la solidarietà, la paura, o la capacità di non voltarsi dall’altra parte.”
40 Secondi arriverà al cinema il 19 novembre 2025. Ed è un film che non si dimentica: un racconto che interroga. Perché ricordare Willy non è solo un dovere: è una scelta. Una scelta di umanità.
- VIDEO | Guarda qui la nostra intervista a cura di Sara Scarsella:
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