in

Kristian Sensini: «My Love Affair With Marriage, Morricone, Williams e il mio viaggio…»

I riferimenti, il film d’animazione, gli EFA e A Blurred Glass. Faccia a faccia con il compositore

Kristian Sensini
Kristian Sensini pensa alle risposte per Hot Corn.

MILANO – Dal Tribeca a Annecy, tra l’Italia e la Lettonia dell’amica regista Signe Baumane. Il percorso di Kristian Sensini è un complesso e affascinante viaggio tra mondi e Paesi differenti, tra grandi miti e voglia di futuro, punti di vista e suoni anche dissonanti. Così questa volta per gli incontri della nostra rubrica Soundtrack (trovate qui gli altri) siamo stati a colloquio con il compositore per farci raccontare cos’è il film d’animazione My Love Affair with Marriage, ma anche chi sono i suoi riferimenti e cosa pensa dell’attuale scena della musica da cinema in Italia. Il risultato? Un’intervista ricca di spunti che potete leggere qui sotto.

Kristian Sensini pronto a rispondere all’intervista.

IL FILM – «Cos’è My Love affair With Marriage? Un film d’animazione per adulti. Specifico che è per adulti perché ancora nel 2023 viviamo lo stigma di dover pensare che l’animazione sia un genere per i più giovani. Come sottolinea Guillermo del Toro, l’animazione è un medium non un genere. Nella pellicola la regista Signe Baumane affronta il tema delle implicazioni sociali e biologiche che portano le donne a fare determinate scelte di vita in termini di innamoramento, coppia e matrimonio, il tutto immerso nel contesto degli anni Ottanta nei Paesi dell’Est Europa. Una delle protagoniste è la Biologia che spiega allo spettatore quali sono i funzionamenti neurali che portano, ad esempio, all’innamoramento: l’animazione permette tutto questo con, relativa, semplicità. Lavoro con Signe Baumane da una decina di anni ed ogni volta è una bellissima esperienza».

Una scena di My Love affair With Marriage

IL REGISTA – «Chi è il regista con cui hai lavorato che mi ha dato di più? Signe, senza dubbio, per i motivi che ho detto, anche perché mi ha aiutato ad avere notorietà a livello internazionale. Il primo film a cui abbiamo lavorato (Rocks in My Pockets) è stato nella shortlist degli Academy nel 2015. Signe è un membro dell’Academy ed è molto conosciuta nell’ambiente dell’animazione. Il nostro ultimo film è stato presentato al Tribeca, ha vinto il premio della giuria ad Annecy ed è stato in nomination agli European Film Awards. Sono stato ad Annecy ed aver scritto la musica per un film che era in gara mi ha consentito di conversare alla pari con produttori e registi di film d’animazione. Sono finito a parlare con del Toro, lì a presentare il suo Pinocchio. Mi ha detto che conosceva My Love affair With Marriage ed era interessato ad ascoltare la mia musica. La nomination agli EFA mi ha permesso anche di ricevere l’invito a far parte dell’Academy. Sono solo dieci i compositori italiani presenti».

Alcune colonne sonore di Sensini e l’opera A Blurred Glass.

A BLURRED GLASS – «Cos’è A Blurred Glass? Una colonna sonora rifiutata. Forse non tutti sanno che è una prassi comune, soprattutto all’estero, commissionare il lavoro ad un compositore e poi accorgersi che la colonna sonora scritta non era ciò che si voleva. Ad Hollywood dicono che non si è un vero compositore non ti è stata rifiutato almeno uno score. Prima o poi è capitato a tutti, anche a Ennio Morricone. Non a John Williams però. Trovandomi con questo materiale inedito ho deciso di pubblicarlo come album solista. Volendo dare un senso al progetto, ho coinvolto musicisti ucraini sugli archi, per aiutare colleghi che, coraggiosamente, hanno deciso di continuare a lavorare nel proprio Paese in una guerra terribile. Ho poi pubblicato l’album su Bandcamp (QUI) in digitale ed in tiratura limitata in CD. Il ricavato delle vendite lo devolverò ad Emergency per aiutare i profughi ucraini. Spero così di riuscire a trasformare una sconfitta artistica in una vittoria morale».

LA COLONNA SONORA DEL CUORE – «Il primo amore, la scoperta della musica nel cinema la devo a John Williams. Difficile scegliere tra la soundtrack di Star Wars e quella di E.T.. Per motivi affettivi extramusicali potrei sbilanciarmi verso la pellicola di Spielberg. Ho una copia autografata con dedica della colonna sonora che fa bella mostra nel mio studio…».

Sensini con Ennio Morricone.

I RIFERIMENTI – «I miei numi tutelari? Ennio Morricone e John Williams. Ho avuto il privilegio di incontrare diverse volte Morricone, da lui spero di aver preso il rigore e la dedizione che il mestiere di compositore richiedono, ma anche il gusto per la sperimentazione e per la ricerca della soluzione inusuale. Non ho avuto modo di incontrare Williams, ma l’ho studiato per anni ed è stato il compositore che mi ha avvicinato all’amore per il suono orchestrale e qualche anno fa fa ho avuto modo di studiare con Conrad Pope, il suo orchestratore di fiducia. Il primo vinile che ho acquistato da bambino? Un disco di Morricone: Il segreto del Sahara. La prima volta che mi sono reso conto dell’importanza della musica nel cinema? L’Impero Colpisce Ancora con le musiche di Williams. Impossibile scegliere tra i due. Un posto speciale però lo riservo a Jonny Greenwood che – tra i contemporanei – è quello che sta innovando di più ed in maniera più pura».

LA TRADIZIONE – «Perché in Italia il mondo delle colonne sonore è raccontato poco? In tante interviste nessuno mi ha mai posto questa domanda e penso sia bellissima. Quante pagine ho per rispondere? Occorrerebbe un saggio. Innanzitutto credo sia una questione culturale legata alla musica. Quanti giornalisti si occupano di musica che non sia mainstream? Quanti quotidiani danno spazio alla musica, al di fuori degli eventi da classifica? Quanti minuti vengono dedicati alla musica nei telegiornali? Credo che se si chieda ad un campione di passanti di nominare dei compositori italiani, in ambito cinematografico, molti non saprebbero rispondere, ed i pochi in grado di fare qualche nome riuscirebbero a indicare a malapena Morricone o forse Nicola Piovani. I nostri autori sono più conosciuti all’estero, in Paesi dove ci sono molti collezionisti e cultori…».

Un altro mito: John Williams.

IL SETTORE – «In questo momento è difficoltoso far riemergere il nostro settore, almeno in termini di curiosità del pubblico. Molti produttori e anche alcuni registi considerano la colonna sonora un sottofondo necessario per tradizione. In confronto a quello che avviene all’estero c’è meno curiosità, meno voglia di osare. La musica così, soprattutto quella televisiva, rimane imprigionata in una sorta di limbo della mediocrità e non per colpa dei compositori. Da anni faccio parte dell’ACMF (Associazione Compositori di Musica per Film) e dallo scorso anno sono diventato uno dei membri del consiglio. Uno degli scopi dell’associazione, oltre alla difesa del diritto d’autore e del ruolo del compositore in quanto co-autore del film, è quello di far conoscere al pubblico il nostro mestiere. LA verità è che molti non sanno neanche cosa facciamo e qual è il nostro contributo nel contesto cinematografico. Si tratta di una grande battaglia, da affrontare insieme, un po’ alla volta…».

  • SOUNDTRACK | La nostra rubrica sulla musica da cinema
  • AUDIO | Un brano tratto da A Blurred Glass:

Lascia un Commento

Maria Antonietta

Dopo Caterina la Grande e l’imperatrice Sissi ora in TV arriva anche Maria Antonietta

taxi driver

Taxi Driver | Robert De Niro, New York e quel sogno allucinato di Martin Scorsese