ROMA – Sono venuti a trovarci in redazione Francesco Colella e Nicolangelo Gelormini per parlare del film La Gioia. Gelormini ci ha raccontato quale sia stato il suo approccio alla regia e cosa volesse comunicare attraverso una dinamica così emotivamente coinvolgente e disturbante. Colella, invece, ci ha parlato del suo rapporto con il personaggio che interpreta, una figura infima che lui stesso ha definito “un morto vivente”. Insieme abbiamo discusso anche dell’importanza dell’educazione sentimentale, un tema centrale nel film, che andrebbe coltivato fin dall’infanzia.
Tratto da una storia di cronaca realmente accaduta, Gioia racconta la vicenda di un’insegnante di liceo che non ha mai conosciuto l’amore, se non quello opprimente dei genitori, con i quali vive ancora. Tra gli studenti della sua scuola c’è Alessio, un ragazzo che usa il proprio corpo come strumento per guadagnare qualche centinaio di euro e aiutare la madre, cassiera in un supermercato. Tra Alessio e Gioia nasce un legame proibito, fragile e inspiegabilmente necessario per entrambi. Ma il desiderio di riscatto sociale e umano di Alessio si rivela un veleno silenzioso, che gli impedisce di lasciarsi conquistare definitivamente dalla dolcezza disarmante di Gioia. Così, finisce per distruggere tutto, cancellando l’unica persona che lo abbia mai amato.
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