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Un’amicizia come nessun’altra | I due Papi secondo Fernando Meirelles e Jonathan Pryce

4 candidature ai Golden Globes per il film che racconta l’avvicendamento tra Ratzinger e Bergoglio

I due Papi
Anthony Hopkins e Jonatan Pryce sono I due Papi per Netflix

ROMA – Vedere Jonathan Pryce a Roma, idealmente a pochi passi dal vero pontefice, è un’opportunità rara e allettante. Nella capitale per presentare assieme al regista Walter Meirelles, I due Papi, l’attore inglese era in un certo senso predestinato al ruolo di Papa Francesco, per via della straordinaria somiglianza con Jorge Bergoglio, rimarcata quasi da subito dopo l’elezione del cardinale argentino. «Tengo la barba per evitare che la gente mi chieda di benedirla» ha raccontato sorridendo ai giornalisti. Al di là di queste curiosità, il film prodotto da Netflix, dove uscirà il prossimo 20 dicembre dopo una breve programmazione in sala, ha il merito di raccontare uno dei casi più incredibili della storia della Chiesa: l’avvicendamento tra Benedetto XVI, che nel febbraio del 2013 rinunciò all’ufficio di romano pontefice, e appunto Jorge Bergoglio, diventato papa un mese dopo con il nome di Francesco.

I due Papi
Argentina-Germania secondo Bergoglio e Ratzinger

Sceneggiato da Anthony McCarten, a partire dall’opera teatrale The Pope dello stesso autore, I due Papi si focalizza sulla relazione tra Ratzinger, l’eccellente Anthony Hopkins, e Bergoglio, diametralmente opposti sia nel carattere che nella dottrina, ma capaci di dividere un’aranciata e una pizza, magari guardando la finale dei mondiali di calcio in TV. Quando il cardinale argentino decide di lasciare la carica di prelato per tornare ad essere un semplice sacerdote, raggiunge il pontefice a Roma per comunicare la sua decisione. Non sa che il confronto con Benedetto XVI lo porterà a prendere il suo posto. In appena un paio di giorni, la diffidenza reciproca lascerà spazio alla stima e all’amicizia, fino all’incredibile epilogo. Con quattro candidature ai Golden Globes, naturalmente per i due interpreti e per lo sceneggiatore, oltre che come miglior film drammatico, l’opera farà di sicuro furore anche agli Oscar.

I due Papi
Il regista Fernando Meirelles

«I due Papi non è un film sulla chiesa ma sul perdono e sulla riconciliazione» ha spiegato Meirelles. «I riferimenti allo scandalo pedofilia e in particolare al caso di padre Maciel, dei Legionari di Cristo e di quel dossier arrivato fino alla scrivania di Ratzinger hanno occupato molto spazio nelle riprese e sono stati approfonditi, ma rischiavano di sbilanciare il film, così abbiamo eliminato alcune scene. Se le avessimo lasciate sarebbe stato ugualmente un buon prodotto, ma non quello che avevamo in mente».

I due Papi
Jonathan Pryce nei panni del cardinal Bergoglio

Lo stesso approccio è stato mantenuto nella parte relativa alla storia personale di Bergoglio in Argentina e alla sua attività durante gli anni della dittatura di Videla che gli sono valsi l’accusa di collaborazionista. «Mi sono chiesto fino a dove volessi indagare, concentrandomi su quanto Bergoglio fosse cambiato nel tempo, perché e quando. Per il resto, era tutto noto e alla luce del sole. Ho fatto molte ricerche e mi sono recato personalmente in Argentina, parlando con persone che avessero lavorato con lui. Sapete qual è stata la sorpresa più grande? Scoprire che nessuno lo amava quando era cardinale. Dicevano che non rideva mai, che stava sempre sulle sue. Insomma, un uomo totalmente diverso dal papa che conosciamo oggi. Tanto che quando si è mostrato sorridente alla folla nel giorno della sua elezione, un testimone mi raccontò che non era in grado di riconoscerlo».

I due Papi
Anthony Hopkins e Jonathan Pryce a spasso nei giardini di Castel Gandolfo

Tra i momenti più toccanti del film c’è la sequenza in cui Hopkins/Ratzinger ammette di non sentire più la voce di Dio. Licenza artistica o verità storica? «Non so da dove lo sceneggiatore abbia preso questa cosa, forse è una sua creazione e devo dire che funziona alla grande. Anche se quelle parole non sono mai state pronunciate, mi è piaciuta l’idea del perdere la connessione con qualcosa in cui si crede ciecamente. Quella cosa che lo stesso Ratzinger ha definito la notte più scura dell’anima. È qualcosa con cui ci confrontiamo tutti prima o poi» ha concluso Meirelles.

I due Papi
Jonathan Pryce e l’elezione del Papa

Nella gara di bravura tra Hopkins e Pryce non c’è alcun vincitore. L’alchimia dei protagonisti de I due Papi è così palpabile da permeare tutta la storia. Parola di Jonathan Pryce. «Quello che vedete nel film è successo anche tra di noi. Io e Anthony siamo diventati buoni amici, ma all’inizio c’era un po’ di sospetto. Non sapevamo come trattarci, proprio come come due cani che si annusano, poi però il rapporto è cresciuto. Non so se sapete che a ogni attore nell’ordine del giorno viene attribuito un numero a seconda dell’importanza che il suo personaggio ricopre nella scena che si dovrà girare. Accanto al mio nome c’era il numero 1, al fianco del suo nome, il numero 2. Bene, tutte le mattine a colazione mi salutava dicendomi “Buongiorno numero 1!” e si divertiva a chiudere le sue mail firmandosi Sir numero 2».

i due Papi
Una scena di I due Papi

Quanto al suo alter ego Bergoglio, che lo ha costretto a tenere sempre la barba, Pryce ha parole di grande stima. «Lo rispetto come persona ed è una grande fonte di ispirazione. Per me è una vera figura politica, non religiosa. E di questi tempi, vista la scarsità di grandi leader politici, è naturale che una persona come lui che dice “costruite ponti e non muri” sia un punto di riferimento. Credo che sia questo il motivo del suo successo e per lo stesso motivo, oggi Francesco è necessario. Certo, ci sono alcuni aspetti della sua dottrina che non mi piacciono e ci sono delle cose nella Chiesa che dovrebbero essere cambiate, ma allo stesso tempo so che non può essere lui a farlo».

I due Papi
Benedetto XVI e Francesco

Seguendo questo solco, anche Meirelles si è detto d’accordo con Pryce. Specialmente quando si parla di difesa dell’ambiente, tema al quale sarà dedicato il suo prossimo lavoro, sempre per Netflix. «Abbiamo distrutto il mondo e non sono ottimista riguardo al futuro. Trovo meraviglioso che sia stato un papa a parlare di ecologia attraverso l’enciclica Laudato si’ partendo dalla scienza e non da convinzioni personali, come invece hanno fatto il presidente Trump e il brasiliano Bolsonaro. Proprio qualche giorno fa questa persona ha osato definire Greta una poco di buono. Quando c’è gente così è bene che il papa parli».

Qui potete vedere il trailer ufficiale di I due Papi

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