ROMA – C’è un’epoca che profuma di benzina dei motorini, di nastri delle cassette e di sogni di provincia. È quella degli anni ’90, quando due ragazzi di Pavia – con più fantasia che mezzi – hanno trasformato la loro amicizia in musica, e la musica in un mito generazionale.
Da questa sera, su TV8, quella storia torna a vivere nella serie Hanno ucciso l’uomo ragno, diretta da Sydney Sibilia e dedicata all’incredibile avventura degli 883, il duo che ha fatto cantare un’intera generazione tra malinconia, spensieratezza e voglia di fuga.
La serie non è solo il racconto di come nacquero hit indimenticabili, ma un vero e proprio viaggio nel tempo: tra sale giochi, juke-box, estati infinite e sogni adolescenziali. Sibilia, già regista della trilogia di Smetto quando voglio, qui lavora con ironia e nostalgia per raccontare due ragazzi che, senza saperlo, stavano scrivendo la colonna sonora di un decennio.
Nei primi episodi conosciamo Max Pezzali, alle prese con la scuola, la bocciatura e un’estate passata ad aiutare nel negozio di fiori di famiglia. Dall’altra parte c’è Mauro Repetto, che sogna di diventare dj e risparmia ogni lira per la sua prima consolle. Due mondi destinati a incontrarsi, dando vita a un’amicizia e a un progetto musicale che cambierà tutto. Hanno ucciso l’uomo ragno debutta stasera alle 21:30 su TV8, con un doppio episodio a settimana per un totale di otto puntate.
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