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CANNES 2026 I L’Inconnue, il nuovo labirinto narrativo di Arthur Harari

Presente al Festival di Cannes 2026 è anche il nuovo film di Arthur Harari, L’Inconnue, dopo il successo ricevuto con Anatomia di una caduta.

ROMA – Un uomo, la sua fotografia e una donna: due destini che si incrociano, si attraggono e poi, all’improvviso, si ribaltano. Di questo parla il film dalle atmosfere disturbanti e fantasy di Arthur Harari, L’Inconnue.

L’Inconnue o La Sconosciuta vede protagonista David Zimmerman. Alla soglia dei quarant’anni, è un fotografo di talento, ma di cui nessuno conosce davvero l’esistenza. Vive ai margini, chiuso in una quotidianità solitaria che lo tiene lontano dal mondo, finché alcuni amici riescono a trascinarlo a una festa sfrenata. È lì che tutto cambia. Tra la folla, il suo sguardo viene improvvisamente catturato da una donna misteriosa: non riesce a distoglierlo, come se qualcosa di inspiegabile lo legasse a lei. Spinto da un impulso che non sa controllare, decide di seguirla nella notte, senza esitazione. All’alba, però, la sua vita viene completamente stravolta: al risveglio, David scopre l’inimmaginabile. Non è più nel proprio corpo, ma in quello della sconosciuta. Da quel momento ogni certezza crolla, e ciò che credeva di sapere su sé stesso e sulla realtà inizia a sgretolarsi.

Arthur Harari torna con questo film a una narrazione originale e destabilizzante, come già accaduto in Anatomia di una caduta, opera con cui ha vinto l’Oscar alla migliore sceneggiatura originale nel 2024, dopo la Palma d’Oro nel 2023. Anche Onoda – 10.000 notti nella giungla, selezionato al Festival di Cannes nel 2021 nella sezione Un Certain Regard, mostrava già il suo interesse per storie estreme e profondamente riflessive.

Nel cast de L’Inconnue compaiono Léa Seydoux, Niels Schneider e Victoire Du Bois. Un altro elemento interessante del film è la colonna sonora, firmata dall’italiano Andrea Poggio, che ha dichiarato: “Ho lavorato alla colonna sonora de L’Inconnue per circa un anno, attraverso un processo lungo ma profondamente fertile e stimolante. In un certo senso, scriverla è stato facile: innanzitutto perché ho avuto la fortuna di lavorare con un grande regista, poi perché il film è davvero molto bello. Infine, perché la colonna sonora è stata registrata insieme a metà dei Calibro 35, ovvero con Enrico Gabrielli e Tommaso Colliva, che ne hanno rispettivamente orchestrato e prodotto i brani”. Andrea Poggio aveva già collaborato con Arthur Harari per Onoda – 10.000 notti nella giungla.

Ciò che L’Inconnue offre è, ancora una volta, uno sguardo unico e originale, caratteristica centrale del cinema di Harari, capace di raccontare le storie con una forza narrativa profondamente distintiva, come già dimostrato in particolare con Anatomia di una caduta.

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